Trasformazione della pensione di invalidità in pensione di vecchiaia

Cassazione civile, sez. lavoro, 16 gennaio 2018, n. 844

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 Trasformazione della pensione di invalidità in pensione di vecchiaia

La pensione di invalidità (o inabilità) può trasformarsi in pensione di vecchiaia, su domanda del titolare, al compimento dell’età pensionabile da parte del beneficiario nel momento in cui sussistono i requisiti anagrafico e contributivo propri della pensione di vecchiaia.
Secondo la giurisprudenza della sezione lavoro della Suprema Corte, dopo il superamento di un contrasto interno alla sezione medesima (risolto dalle SS. UU. con sentenza n. 8433/2004), deve ritenersi pacifica l’applicazione anche alla pensione di invalidità o di inabilità (totale inabilità lavorativa, art. 12 L. 118/1971) della regola prevista in tema di conversione dell’assegno di inabilità (inabilità lavorativa non inf. al 74%, art. 13 L. 118/1971) in pensione di vecchiaia, di cui all’ art. 1, comma 10 della Legge n. 222/1984.
Detta norma prevede che “al compimento dell’età stabilita per il diritto a pensione di vecchiaia, l’assegno di invalidità si trasforma, in presenza dei requisiti di assicurazione e di contribuzione, in pensione di vecchiaia. A tal fine i periodi di godimento dell’assegno nei quali non sia stata prestata attività lavorativa, si considerano utili ai fini del diritto e non anche della misura della pensione stessa”.
Quel che varia nella operazione di conversione è che, nel caso di assegno di invalidità, come espressamente previsto dalla norma citata, i periodi di godimento dell’assegno nei quali non è stata prestata attività lavorativa si considerano utili ai fini del diritto mentre, nel caso della conversione della pensione di invalidità in pensione di vecchiaia tale operazione non è possibile in mancanza di una espressa previsione stante il carattere eccezionale delle disposizioni che nell’ordinamento previdenziale attribuiscono il medesimo incremento in mancanza di prestazione dell’attività lavorativa e di versamento di contributi.
Nella sentenza in commento è stato altresì rammentato, come pure già rilevato nella precedente sentenza n. 3559/2015, che le considerazioni svolte dalle Sezioni Unite nella citata sentenza n. 8433/2004 poste alla a base del riconoscimento del diritto alla trasformazione in pensione di vecchiaia sorreggono anche l’affermazione del diritto dell’assicurato alla trasformazione della pensione di inabilità in pensione di vecchiaia, quando ricorrano i necessari requisiti anagrafici e contributivi, atteso che le due forme pensionistiche, assegno e pensione di invalidità, tutelano il medesimo rischio, ossia la perdita della capacità di lavoro, e mirano a sopperire ad identiche esigenze sociali di protezione dello stato di bisogno (cfr. in tal senso Cass. n. 22401/2013; Cass. nn. 22001 e 23523 del 2004)

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. lavoro, 16 gennaio 2018, n. 844