Trasporto aereo internazionale: luogo di acquisto del biglietto e determinazione della competenza in caso di controversia.

Cassazione civile, sez. unite, 14 giugno 2006, n. 13689

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 Trasporto aereo internazionale: luogo di acquisto del biglietto e determinazione della competenza in caso di controversia.

In materia di giurisdizione sulle controversie relative al trasporto aereo internazionale, l’art. 28 della Convenzione di Varsavia del 12 ottobre 1929 (ratificata e resa esecutiva in Italia con legge 19 marzo 1932, n. 8541), come integrata dal protocollo dell’Aja del 28 settembre 1955 (ratificato con la legge 31 dicembre 1982, n. 1832), stabilisce che l’azione di responsabilità può essere promossa, a scelta dell’attore, nel territorio di una delle altre parti contraenti, sia davanti al tribunale del domicilio del vettore, sia dinanzi a quello della sede principale della sua attività, sia davanti al tribunale del luogo di destinazione o, infine, adendo il giudice competente nel luogo ove il vettore possiede uno stabilimento a cura del quale il contratto è stato concluso.
Quest’ultimo criterio di collegamento non richiede che lo stabilimento del vettore abbia concluso il contratto direttamente per mezzo della propria struttura essendo sufficiente che si sia intromesso nella conclusione del contratto un soggetto esterno, quale può essere un agente di viaggi, legato allo stabilimento del vettore da specifico rapporto.
In altri termini «costituisce criterio di collegamento ai fini della giurisdizione, anche il luogo in cui il vettore abbia uno stabilimento, che, sia pure avvalendosi dell’opera di soggetti estranei ad esso, quale può essere un agente di viaggi, abbia concluso il contratto di trasporto, purché l’attività di tale agente faccia capo allo stabilimento e non ad altra sede del vettore o addirittura ad altri soggetti».
Nel caso di specie, relativo ad un’azione risarcitoria instaurata nei confronti della compagnia “Air New Zealand Limited” per il danno conseguente al ritardo in partenza di un volo da Napoli a Papeete i cui biglietti erano stati acquistati presso un’agenzia di viaggi di Salerno, la S.C., esclusa pacificamente l’applicabilità dei criteri di collegamento costituiti dal domicilio del vettore – sito in Nuova Zelanda – e dal luogo di destinazione – coincidente con la Polinesia -, ha ritenuto difettante, ai fini dell’affermazione della giurisdizione del giudice italiano, anche il residuo criterio riconducibile al luogo di fissazione di uno stabilimento da parte del vettore, sul presupposto che, nel caso specifico, sarebbe stato necessario che gli attori – essendo la relativa circostanza contestata – avessero provato che l’agenzia di viaggi, venditrice dei biglietti, aveva agito sulla base di un contratto stipulato con la rappresentanza italiana della suddetta compagnia aerea.