Niente usucapione se esiste un contratto di comodato

Cassazione civile, sez. VI, 17 maggio 2018, n. 12080

673
4.66 - 79 voti
 Niente usucapione se esiste un contratto di comodato

Il comodatario, quale detentore del bene oggetto del comodato, non può acquistare il possesso “ad usucapionem” senza prima avere mutato, mediante una “interversio possessionis”, la sua detenzione in possesso, per causa proveniente da un terzo o in forza di opposizione da lui fatta contro il possessore (v. Sez. 3, Sentenza n. 24222 del 17/11/2009 Rv. 610407; Sez. 2, Sentenza n. 5854 del 16/03/2006 Rv. 586509).
È stato precisato che la presunzione di possesso utile “ad usucapionem”, di cui all’art. 1141 cod. civ., non opera quando la relazione con il bene derivi da un atto o da un fatto del proprietario a beneficio del detentore, nella specie un contratto di comodato, poiché in tal caso l’attività del soggetto che dispone della cosa non corrisponde all’esercizio di un diritto reale, non essendo svolta in opposizione al proprietario.
Ne consegue che la detenzione di un bene immobile a titolo di comodato precario può mutare in possesso solamente all’esito di un atto d’interversione idoneo a provare con il compimento di idonee attività materiali il possesso utile “ad usucapionem” in opposizione al proprietario concedente (Sez. 2, Sentenza n. 21690 del 14/10/2014 Rv. 632753; Sez. 2, Sentenza n. 5551 del 15/03/2005 Rv. 581134).

Testo integrale della sentenza:

Cassazione civile, sez. VI, 17 maggio 2018, n. 12080