Valutazione di congruità della pena pecuniaria nel decreto penale di condanna

Cassazione penale, sez. III, 21 maggio 2018, n. 22458

515
4.12 / 5 - 79 voti
 Valutazione di congruità della pena pecuniaria nel decreto penale di condanna

In tema di decreto penale di condanna rientra nei poteri del giudice per le indagini preliminari la valutazione di congruità, ai sensi dell’art. 459, comma 1 -bis cod. proc. pen., nel sostituire la pena detentiva con quella pecuniaria.
Il GIP è libero di rideterminare discrezionalmente l’importo giornaliero da moltiplicare per i giorni di pena detentiva indicati dal pubblico ministero il quale, pur non essendo tenuto a svolgere specifici accertamenti sulle capacità economiche del reo, ha comunque l’onere di allegare dati che consentano al giudice di esercitare la indicata facoltà.
Nel caso in cui il GIP non ritenga la pena congrua può legittimamente disporre la restituzione degli atti al PM non accogliendo la richiesta di emissione di decreto penale nei confronti dell’imputato.
L’art. 460 c.p.p., comma 2, stabilisce infatti che, nel caso in cui la richiesta del Pubblico Ministero non sia accolta, il giudice ha come unica alternativa quella della restituzione degli atti ai sensi dell’art. 459 c.p.p., comma 3, se non deve essere pronunciata sentenza di proscioglimento a norma dell’art. 129 c.p.p., senza alcuna possibilità, però, di imporre accertamenti.

Testo integrale della sentenza:

Cassazione penale, sez. III, 21 maggio 2018, n. 22458