Vendita di semi di cannabis, quale reato?

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«L’offerta in vendita di semi di piante dalle quali è ricavabile una sostanza drogante, correlata da precise indicazioni botaniche sulla coltivazione delle stesse, non integra il reato dell’art. 82 T.U. Stupefacenti. – che punisce l’istigazione all’uso illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope – salva la possibilità di sussistenza dei presupposti per configurare il delitto previsto dall’art. 414 cod. pen. (istigazione a delinquere) con riferimento alla condotta di istigazione alla coltivazione di sostanze stupefacenti».
Secondo la Corte «non è possibile equiparare la nozione di stupefacente a quella di pianta dalla quale, con determinati procedimenti chimici neppure menzionati nella pubblicità, è ricavabile una sostanza drogante che, allo stato naturale, è compresa nelle tabelle. Una simile esegesi non rientra nel novero di una plausibile interpretazione estensiva perché travalica l’ambito dei possibili significati letterali, sia pure amplificati all’estremo, del termine stupefacente e dilata il fatto tipico integrandolo con una ipotesi non espressamente inclusa con palese violazione del principio di tassatività e del divieto di analogia nel diritto penale.»