Codice della Navigazione

Regio decreto 30 marzo 1942, n. 327

Codice della navigazione

(Gazz. Uff., 18 aprile 1942, n. 93)

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DISPOSIZIONI PRELIMINARI

Art. 1 – Fonti del diritto della navigazione
In materia di navigazione, marittima, interna ed aerea, si applicano il presente codice, le leggi, i regolamenti, le norme corporative e gli usi ad essa relativi.
Ove manchino disposizioni del diritto della navigazione e non ve ne siano di applicabili per analogia, si applica il diritto civile.

Art. 2 – Mare territoriale
Sono soggetti alla sovranità dello Stato i golfi, i seni e le baie, le cui coste fanno parte del territorio della Repubblica, quando la distanza fra i punti estremi dell’apertura del golfo, del seno o della baia non supera le ventiquattro miglia marine. Se tale distanza è superiore a ventiquattro miglia marine, è soggetta alla sovranità dello Stato la porzione del golfo, del seno o della baia compresa entro la linea retta tirata tra i due punti più foranei distanti tra loro ventiquattro miglia marine.
È soggetta altresì alla sovranità dello Stato la zona di mare dell’estensione di dodici miglia marine lungo le coste continentali ed insulari della Repubblica e lungo le linee rette congiungenti i punti estremi indicati nel comma precedente. Tale estensione si misura dalla linea costiera segnata dalla bassa marea.
Sono salve le diverse disposizioni che siano stabilite per determinati effetti da leggi o regolamenti ovvero da convenzioni internazionali.

Art. 3 – Spazio aereo soggetto alla sovranità dello Stato
È soggetto alla sovranità dello Stato lo spazio aereo che sovrasta il territorio del Regno ed il relativo mare territoriale.

Art. 4 – Navi e aeromobili italiani in località non soggette alla sovranità di alcuno Stato
Le navi italiane in alto mare e gli aeromobili italiani in luogo o spazio non soggetto alla sovranità di alcuno Stato sono considerati come territorio italiano.

Art. 5 – Legge regolatrice degli atti compiuti a bordo di navi e di aeromobili in navigazione
Gli atti ed i fatti compiuti a bordo di una nave o di un aeromobile nel corso della navigazione in luogo o spazio soggetto alla sovranità di uno Stato estero sono regolati dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile in tutti i casi nei quali, secondo le disposizioni sull’applicazione delle leggi in generale, dovrebbe applicarsi la legge del luogo dove l’atto è compiuto o il fatto è avvenuto.
La disposizione del comma precedente si applica agli atti ed ai fatti compiuti a bordo di una nave o di un aeromobile di nazionalità estera nel corso della navigazione in luogo o spazio soggetto alla sovranità dello Stato italiano, sotto condizione di reciprocità da parte dello Stato al quale la nave o l’aeromobile appartiene.

Art. 6 – Legge regolatrice dei diritti reali e di garanzia su navi ed aeromobili
La proprietà, gli altri diritti reali e i diritti di garanzia sulle navi e sugli aeromobili, nonché le forme di pubblicità degli atti di costituzione, trasmissione ed estinzione di tali diritti, sono regolati dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile.

Art. 7 – Legge regolatrice della responsabilità dell’armatore e dell’esercente
La responsabilità dell’armatore della nave o dello esercente dell’aeromobile per atti o fatti dell’equipaggio è regolata dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile.
La stessa legge regola i limiti legali del debito complessivo o della responsabilità dell’armatore o dell’esercente anche per le obbligazioni da loro personalmente assunte.

Art. 8 – Legge regolatrice dei poteri e dei doveri del comandante
I poteri, i doveri e le attribuzioni del comandante della nave o dell’aeromobile sono regolati dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile.

Art. 9 – Legge regolatrice del contratto di lavoro
I contratti di lavoro della gente del mare, del personale navigante della navigazione interna e del personale di volo sono regolati dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile, salva, se la nave o l’aeromobile è di nazionalità straniera, la diversa volontà delle parti.

Art. 10 – Legge regolatrice dei contratti di utilizzazione di navi e aeromobili
I contratti di locazione, di noleggio, di trasporto sono regolati dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile, salva la diversa volontà delle parti.

Art. 11 – Legge regolatrice della contribuzione alle avarie comuni
La contribuzione alle avarie comuni è regolata dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile.

Art. 12 – Legge regolatrice delle obbligazioni derivanti da urto di navi o aeromobili
Le obbligazioni derivanti da urto di navi o di aeromobili in alto mare o in altro luogo o spazio non soggetto alla sovranità di alcuno Stato sono regolate dalla legge nazionale delle navi o degli aeromobili, se è comune; altrimenti dalla legge italiana.

Art. 13 – Legge regolatrice delle obbligazioni derivanti da assistenza, salvataggio e ricupero
Le obbligazioni derivanti da assistenza, salvataggio e ricupero compiuti in alto mare sono regolate dalla legge nazionale della nave o dell’aeromobile che ha prestato il soccorso o compiuto il ricupero.
La stessa legge regola la ripartizione del compenso per assistenza, salvataggio e ricupero fra l’armatore o l’esercente e l’equipaggio.

Art. 14 – Competenza giurisdizionale
Oltre che nei casi previsti dall’articolo 4 del codice di procedura civile, le domande riguardanti urto di navi o di aeromobili ovvero assistenza, salvataggio o ricupero in alto mare o in altro luogo o spazio non soggetto alla sovranità di alcuno Stato possono proporsi avanti i giudici del Regno, se la nave o l’aeromobile che ha cagionato l’urto o che è stato assistito o salvato, ovvero le persone salvate o le cose salvate o ricuperate si trovano nel Regno.

Parte prima
DELLA NAVIGAZIONE MARITTIMA E INTERNA
Libro primo
DELL’ORDINAMENTO AMMINISTRATIVO DELLA NAVIGAZIONE

Titolo primo
DEGLI ORGANI AMMINISTRATIVI DELLA NAVIGAZIONE

Capo I
DELL’AMMINISTRAZIONE DELLA NAVIGAZIONE MARITTIMA

Art. 15 – Ministro competente
L’amministrazione della marina mercantile è retta dal ministro per le comunicazioni.

Art. 16 – Circoscrizioni del litorale del Regno
Il litorale del Regno è diviso in zone marittime; le zone sono suddivise in compartimenti e questi in circondari.
Alla zona è preposto un direttore marittimo, al compartimento un capo del compartimento, al circondario un capo del circondario. Nell’ambito del compartimento in cui ha sede l’ufficio della direzione marittima, il direttore marittimo è anche capo del compartimento. Nell’ambito del circondario in cui ha sede l’ufficio del compartimento, il capo del compartimento è anche capo del circondario.
Negli approdi di maggiore importanza in cui non hanno sede nè l’ufficio del compartimento nè l’ufficio del circondario sono istituiti uffici locali di porto o delegazioni di spiaggia dipendenti, dall’ufficio circondariale.
Il capo del compartimento, il capo del circondario e i capi degli altri uffici marittimi dipendenti sono comandanti del porto o dell’approdo in cui hanno sede.

Art. 17 – Attribuzioni degli uffici locali
Il direttore marittimo esercita le attribuzioni conferitegli dal presente codice, dalle altre leggi e dai regolamenti.
Il capo del compartimento, il capo del circondario e i capi degli altri uffici marittimi dipendenti, oltre le attribuzioni conferite a ciascuno di essi dal presente codice, dalle altre leggi e dai regolamenti, esercitano, nell’ambito delle rispettive circoscrizioni, tutte le attribuzioni amministrative relative alla navigazione e al traffico marittimo, che non siano specificamente conferite a determinate autorità.

Art. 18 – Personale dell’amministrazione marittima
Le funzioni amministrative attinenti alla navigazione e al traffico marittimo sono esercitate dal corpo delle capitanerie di porto.
Ove se ne riconosca l’opportunità, l’esercizio di tali funzioni può essere affidato, nei porti ed approdi di minore importanza, a persone estranee a detto corpo.

Art. 19 – Enti portuali
Nei porti di maggiore importanza taluni servizi portuali inerenti alla navigazione possono essere affidati ad appositi enti costituiti con legge.

Art. 20 – Vigilanza sulla navigazione e sul traffico all’estero
La vigilanza sulla navigazione e sul traffico marittimo nazionale all’estero è esercitata dalle autorità consolari.

Capo II
DELL’AMMINISTRAZIONE DELLA NAVIGAZIONE INTERNA

Art. 21 – Ministro competente
L’amministrazione della navigazione su laghi, fiumi, canali e altre acque interne è retta dal ministro per le comunicazioni.

Art. 22 – Ispettorati compartimentali
Agli effetti dell’ordinamento amministrativo della navigazione interna il territorio del Regno è diviso in zone.
A ciascuna zona è preposto un ispettorato compartimentale della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione.

Art. 23 – Uffici di porto
Nei porti e nelle altre località di maggiore importanza per la navigazione interna sono istituiti ispettorati di porto e delegazioni di approdo da questi dipendenti.
L’ispettorato di porto esercita sulle vie navigabili comprese nella sua circoscrizione le attribuzioni conferitegli dal presente codice, dalle altre leggi e dai regolamenti.
Il capo dell’ispettorato ed il capo della delegazione di approdo sono comandanti del porto ove hanno sede.
Nei casi previsti dal regolamento possono essere istituite, fuori della circoscrizione degli ispettorati di porto, delegazioni di approdo direttamente dipendenti dall’ispettorato compartimentale. In tal caso il capo della delegazione esercita anche le attribuzioni del capo dell’ispettorato di porto, conferitegli dal ministro per le comunicazioni.

Art. 24 – Navigazione promiscua
Le navi addette alla navigazione interna, quando entrano in acque marittime, devono osservare le norme di polizia marittima e sono sottoposte alla vigilanza degli organi competenti per la navigazione marittima.
Parimenti le navi addette alla navigazione marittima, quando entrano in acque interne, devono osservare le norme di polizia in vigore per tali acque e sono sottoposte alla vigilanza degli organi competenti per la navigazione interna.

Art. 25 – Attribuzioni dell’autorità comunale
Nelle località ove non hanno sede uffici di porto l’esercizio di attribuzioni amministrative relative alla navigazione interna può essere conferito a norma del regolamento dal ministro per le comunicazioni all’autorità comunale.

Art. 26 – Navi e galleggianti addetti al servizio urbano
Nei porti comunicanti con canali ed altre acque interne, il comandante del porto esercita la vigilanza sulle navi e sui galleggianti addetti al servizio urbano che entrano nelle acque marittime.
I conflitti di competenza fra l’autorità marittima e quella comunale relativi al servizio di tali navi e galleggianti sono risolti dal prefetto del luogo ed in via definitiva dal ministro per le comunicazioni.

Art. 27 – Vigilanza sulla navigazione e sul traffico all’estero
La vigilanza sulla navigazione e sul traffico nazionale all’estero è esercitata dalle autorità consolari.

Titolo secondo
DEI BENI PUBBLICI DESTINATI ALLA NAVIGAZIONE

Capo I
DEL DEMANIO MARITTIMO

Art. 28 – Beni del demanio marittimo
Fanno parte del demanio marittimo:
a) il lido, la spiaggia, i porti, le rade;
b) le lagune, le foci dei fiumi che sboccano in mare, i bacini di acqua salsa o salmastra che almeno durante una parte dell’anno comunicano liberamente col mare;
c) i canali utilizzabili ad uso pubblico marittimo.

Art. 29 – Pertinenze del demanio marittimo
Le costruzioni e le altre opere appartenenti allo Stato, che esistono entro i limiti del demanio marittimo e del mare territoriale, sono considerate come pertinenze del demanio stesso.

Art. 30 – Uso del demanio marittimo
L’amministrazione della marina mercantile regola l’uso del demanio marittimo e vi esercita la polizia.

Art. 31 – Limiti del demanio marittimo
Nei luoghi, nei quali il mare comunica con canali o fiumi o altri corsi di acqua, i limiti del demanio marittimo sono fissati dal ministro per le comunicazioni di concerto con quelli per le finanze e per i lavori pubblici, nonché con gli altri ministri interessati.

Art. 32 – Delimitazione di zone del demanio marittimo
Il capo del compartimento, quando sia necessario o se comunque ritenga opportuno promuovere la delimitazione di determinate zone del demanio marittimo, invita, nei modi stabiliti dal regolamento, le pubbliche amministrazioni e i privati che possono avervi interesse a presentare le loro deduzioni e ad assistere alle relative operazioni.
Le contestazioni che sorgono nel corso della delimitazione sono risolte in via amministrativa dal direttore marittimo, di concerto con l’intendente di finanza, con provvedimento definitivo .
In caso di accordo di tutte le parti interessate il provvedimento del direttore marittimo dà atto nel relativo processo verbale dell’accordo intervenuto .
Negli altri casi il provvedimento deve essere comunicato, con i relativi documenti, al Ministro per la marina mercantile, il quale entro sessanta giorni dalla recezione può annullarlo con suo decreto, da notificarsi, entro i dieci giorni successivi, agli interessati per tramite del direttore marittimo .
In caso di annullamento, la risoluzione in via amministrativa della contestazione spetta al Ministro per la marina mercantile, di concerto con quello per le finanze .
Nelle controversie innanzi alle autorità giurisdizionali, la tutela dei beni demaniali spetta esclusivamente al Ministro per le finanze .

Art. 33 – Ampliamento del demanio marittimo
Quando per necessità dei pubblici usi del mare occorra comprendere nel demanio marittimo zone di proprietà privata di limitata estensione e di lieve valore ad esso adiacenti, ovvero i depositi e gli stabilimenti menzionati nell’articolo 52, la dichiarazione di pubblico interesse per l’espropriazione è fatta con decreto del ministro per le comunicazioni, di concerto con il ministro per le finanze.
Il decreto costituisce titolo per l’immediata occupazione del bene da espropriare.

Art. 34 – Destinazione di zone demaniali marittime ad altri usi pubblici
Con provvedimento del ministro per le comunicazioni, su richiesta dell’amministrazione statale, regionale o dell’ente locale competente, determinate parti del demanio marittimo possono essere destinate ad altri usi pubblici, cessati i quali riprendono la loro destinazione normale.

Art. 35 – Esclusione di zone dal demanio marittimo
Le zone demaniali che dal capo del compartimento non siano ritenute utilizzabili per pubblici usi del mare sono escluse dal demanio marittimo con decreto del ministro per le comunicazioni di concerto con quello per le finanze.

Art. 36 – Concessione di beni demaniali
L’amministrazione marittima, compatibilmente con le esigenze del pubblico uso, può concedere l’occupazione e l’uso, anche esclusivo, di beni demaniali e di zone di mare territoriale per un determinato periodo di tempo.
Le concessioni di durata superiore a quindici anni sono di competenza del Ministro per la marina mercantile. Le concessioni di durata superiore a quattro, ma non a quindici anni, e quelle di durata non superiore al quadriennio che importino impianti di difficile sgombero sono di competenza del direttore marittimo. Le concessioni di durata non superiore al quadriennio, quando non importino impianti di difficile sgombero, sono di competenza del capo compartimento marittimo .

Art. 37 – Concorso di più domande di concessione
Nel caso di più domande di concessione, è preferito il richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che, a giudizio dell’amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico.
Al fine della tutela dell’ambiente costiero, per il rilascio di nuove concessioni demaniali marittime per attività turistico-ricreative è data preferenza alle richieste che importino attrezzature non fisse e completamente amovibili. é altresì data preferenza alle precedenti concessioni, già rilasciate, in sede di rinnovo rispetto alle nuove istanze .
Qualora non ricorrano le ragioni di preferenza di cui ai precedenti commi, si procede a licitazione privata .

Art. 38 – Anticipata occupazione di zone demaniali
Qualora ne riconosca l’urgenza, l’autorità marittima può, su richiesta dell’interessato, consentire, previa cauzione, l’immediata occupazione e l’uso di beni del demanio marittimo, nonché l’esecuzione dei lavori all’uopo necessari, a rischio del richiedente, purché questo si obblighi ad osservare le condizioni che saranno stabilite nell’atto di concessione.
Se la concessione è negata, il richiedente deve demolire le opere eseguite e rimettere i beni nel pristino stato.

Art. 39 – Misura del canone
La misura del canone è determinata dall’atto di concessione.
Nelle concessioni a enti pubblici o privati, per fini di beneficenza o per altri fini di pubblico interesse, sono fissati canoni di mero riconoscimento del carattere demaniale dei beni.

Art. 40 – Riduzione del canone
Qualora l’utilizzazione di beni del demanio marittimo da parte del concessionario venga ad essere ristretta per effetto di preesistenti diritti di terzi, al concessionario non è dovuto alcun indennizzo, ma si fa luogo a un’adeguata riduzione del canone, salva la facoltà prevista nel primo comma dell’articolo 44.

Art. 41 – Costituzione d’ipoteca
Il concessionario può, previa autorizzazione dell’autorità concedente, costituire ipoteca sulle opere da lui costruite sui beni demaniali.

Art. 42 – Revoca delle concessioni
Le concessioni di durata non superiore al quadriennio e che non importino impianti di difficile sgombero sono revocabili in tutto o in parte a giudizio discrezionale dell’amministrazione marittima .
Le concessioni di durata superiore al quadriennio o che comunque importino impianti di difficile sgombero sono revocabili per specifici motivi inerenti al pubblico uso del mare o per altre ragioni di pubblico interesse, a giudizio discrezionale dell’amministrazione marittima .
La revoca non dà diritto a indennizzo. Nel caso di revoca parziale si fa luogo ad un’adeguata riduzione del canone, salva la facoltà prevista dal primo comma dell’articolo 44.
Nelle concessioni che hanno dato luogo a costruzione di opere stabili l’amministrazione marittima, salvo che non sia diversamente stabilito, è tenuta a corrispondere un indennizzo pari al rimborso di tante quote parti del costo delle opere quanti sono gli anni mancanti al termine di scadenza fissato.
In ogni caso l’indennizzo non può essere superiore al valore delle opere al momento della revoca, detratto l’ammontare degli effettuati ammortamenti.

Art. 43 – Domande incompatibili
Qualora una domanda di concessione di beni del demanio marittimo risulti incompatibile con una concessione precedentemente fatta per uso di meno rilevante interesse pubblico, la concessione precedente può essere revocata con decreto reale, previo parere del Consiglio di Stato, fermo il disposto degli ultimi due commi dell’articolo precedente.

Art. 44 – Modifica o estinzione della concessione per fatto dell’amministrazione
In caso di revoca parziale, il concessionario ha facoltà di rinunziare alla concessione dandone comunicazione all’autorità concedente nel termine di trenta giorni dalla notifica del provvedimento di revoca.
La stessa facoltà spetta al concessionario anche quando l’utilizzazione della concessione sia resa impossibile in parte, in conseguenza di opere costruite per fini di pubblico interesse dallo Stato o da altri enti pubblici.
Se l’utilizzazione è resa totalmente impossibile la concessione si estingue.

Art. 45 – Modifica o estinzione della concessione per cause naturali
Quando, per cause naturali, i beni del demanio marittimo concessi subiscono modificazioni tali da restringere l’utilizzazione della concessione, il concessionario ha diritto ad una adeguata riduzione del canone.
Qualora le cause predette cagionino modificazioni tali della consistenza dei beni da rendere impossibile l’ulteriore utilizzazione della concessione, questa si estingue.

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