Costituzione della Repubblica Italiana

Costituzione della Repubblica Italiana

Costituzione della Repubblica Italiana

(Gazz. Uff. 27 dicembre 1947, n. 298, Ed. Straordinaria)

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Art. 37
1. La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
2. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
3. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Art. 38
1. Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.
2. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
3. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
4. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
5. L’assistenza privata è libera.

Art. 39
1. L’organizzazione sindacale è libera.
2. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
3. È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
4. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Art. 40
1. Il diritto di sciopero si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano (1).
(1) V. l. 12 giugno 1990, 146 recante norme sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali.

Art. 41
1. L’iniziativa economica privata è libera.
2. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
3. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 42
1. La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
2. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
3. La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d’interesse generale.
4. La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

Art. 43
1. A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

Art. 44
1. Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.
2. La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

Art. 45
1. La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
2. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato.

Art. 46
1. Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

Art. 47
1. La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.
2. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

Parte PRIMA Diritti e doveri dei cittadini

Titolo IV Rapporti politici Art. 48
1. Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
2. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
3. La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge (1).
4. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge. (1) Comma aggiunto dall’art. 1 l. cost. 17 gennaio 2000, 1.

Art. 49
1. Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Art. 50
1. Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

Art. 51
1. Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini (1).
2. La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
3. Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro. (1) Comma integrato dall’art. 1 l. cost. 30 maggio 2003, 1.

Art. 52
1. La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
2. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge (1). Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici.
3. L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica (2).
(1) V. d.P.R. 14 febbraio 1964, 237 e l. 31 maggio 1975, 191 recante «Nuove norme per il servizio di leva» . V. anche l. 8 luglio 1998, 230 e l. 6 marzo 2001, 64, che ha istituito il servizio civile nazionale. V. da ultimo l. 23 agosto 2004 226 recante «Sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata, nonché delega al Governo per il conseguente coordinamento con la normativa di settore» e, in attuazione, i successivi d.lgs. 19 agosto 2005, 197 e d.lgs. 6 ottobre 2006, 275. (2) V. l. 11 luglio 1978, 382 «Norme di principio sulla disciplina militare».

Art. 53
1. Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
2. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Art. 54
1. Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
2. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

Parte SECONDA Ordinamento della Repubblica

Titolo I Il Parlamento

Sezione I Le Camere Art. 55
1. Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.
2. Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione.

Art. 56 (1)
1. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
2. Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero (2).
3. Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età.
4. La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti (3).
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1 l. cost. 9 febbraio 1963, 2. Il testo precedente recitava: «1.. La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto, in ragione di un deputato per ottantamila abitanti o per frazione superiore a quarantamila. 2.. Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età». (2) Comma così sostituito dall’art. 11l. cost. 23 gennaio 2001,
1. (3) Comma così modificato dall’art. 12 l. cost. 1, cit., che ha sostituito con le parole da “fatto” a “seicentodiciotto” le parole «si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall’ultimo censimento generale della popolazione, per seicentotrenta».

Art. 57 (1)
1. Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero (2).
2. Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero (3).
3. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d’Aosta uno.
4. La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall’ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti (4).
(1) Articolo sostituito dall’art. 2 l. cost. 9 febbraio 1963, 2 e successivamente così modificato dall’art. 2 l. cost. 27 dicembre 1963, 3, istitutiva della Regione Molise. Il testo originario recitava: «1.. Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale. 2.. A ciascuna Regione è attribuito un senatore per duecentomila abitanti o per frazione superiore a centomila. 3.. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiori a sei. La Valle d’Aosta ha un solo senatore». (2) Comma così sostituito dall’art. 21l. cost. 23 gennaio 2001,
1. (3) Comma così sostituito dall’art. 21 l. cost. 1, cit. (4) Comma così modificato dall’art. 23 l. cost. 1, cit.

Art. 58
1. I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età.
2. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.

Art. 59
1. È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
2. Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.

Art. 60 (1)
1. La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni.
2. La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra. (1) Articolo così sostituito dall’art. 3 l. cost. 9 febbraio 1963, 2. Il testo originario recitava: «1.. La Camera dei deputati è eletta per cinque anni, il Senato della Repubblica per sei. 2.. La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra».

Art. 61
1. Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni.
2. Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti.

Art. 62
1. Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.
2. Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti.
3. Quando si riunisce in via straordinaria una Camera è convocata di diritto anche l’altra.

Art. 63
1. Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l’Ufficio di presidenza.
2. Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune, il Presidente e l’Ufficio di presidenza sono quelli della Camera dei deputati.

Art. 64
1. Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
2. Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta.
3. Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.
4. I membri del governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.

Art. 65
1. La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore.
2. Nessuno può appartenere contemporaneamente alle due Camere.

Art. 66
1. Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità.

Art. 67
1. Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.