Costituzione della Repubblica Italiana

Costituzione della Repubblica Italiana

Costituzione della Repubblica Italiana

(Gazz. Uff. 27 dicembre 1947, n. 298, Ed. Straordinaria)

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Art. 95
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l’unità di indirizzo politico ed amministrativo, promovendo e coordinando l’attività dei ministri.
2. I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri, e individualmente degli atti dei loro dicasteri.
3. La legge provvede all’ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le attribuzioni e l’organizzazione dei ministeri (1).
(1) V. l. 23 agosto 1988, 400.

Art. 96
1. Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione del Senato della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite con legge costituzionale (1).
(1) Articolo così sostituito dall’art. 1 l. cost. 16 gennaio 1989,
1. Il testo precedente recitava: «Il Presidente del Consiglio dei ministri e i ministri sono posti in stato d’accusa dal Parlamento in seduta comune, per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni». V. anche la l. 5 giugno 1989, 219.

Parte SECONDA Ordinamento della Repubblica

Titolo III Il Governo

Sezione II La Pubblica Amministrazione Art. 97 Comma 01 [0I] Le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l’ordinamento dell’Unione europea, assicurano l’equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico (1). . Comma 1
1. I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione.
2. Nell’ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le responsabilità proprie dei funzionari.
3. Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi stabiliti dalla legge. (1) Comma inserito dall’art. 2 l. cost. 20 aprile 2012,
1. Ai sensi dell’art. 6 della legge 1 cit., le disposizioni si applicano a decorrere dall’esercizio finanziario relativo all’anno 2014.

Art. 98
1. I pubblici impiegati sono a servizio esclusivo della Nazione.
2. Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità.
3. Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d’iscriversi ai partiti politici per i magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti diplomatici e consolari all’estero.

Parte SECONDA Ordinamento della Repubblica

Titolo III Il Governo

Sezione III Gli organi ausiliari Art. 99
1. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge, di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa.
2. È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.
3. Ha l’iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e sociale secondo i princìpi ed entro i limiti stabiliti dalla legge.

Art. 100
1. Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della giustizia nell’amministrazione.
2. La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, e anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme stabilite dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito.
3. La legge assicura l’indipendenza dei due Istituti e dei loro componenti di fronte al Governo.

Parte SECONDA Ordinamento della Repubblica

Titolo IV La Magistratura

Sezione I Ordinamento giurisdizionale Art. 101
1. La giustizia è amministrata in nome del popolo.
2. I giudici sono soggetti soltanto alla legge.

Art. 102
1. La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme sull’ordinamento giudiziario.
2. Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi presso gli organi giudiziari ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura.
3. La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all’amministrazione della giustizia.

Art. 103
1. Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.
2. La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre specificate dalla legge.
3. I tribunali militari in tempo di guerra hanno la giurisdizione stabilita dalla legge. In tempo di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze armate.

Art. 104
1. La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
2. Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.
3. Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione.
4. Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti alle varie categorie, e per un terzo dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio.
5. Il Consiglio elegge un vicepresidente fra i componenti designati dal Parlamento. 6. I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente rieleggibili. 7. Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del Parlamento o di un Consiglio regionale.

Art. 105
1. Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati.

Art. 106
1. Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.
2. La legge sull’ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.
3. Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati all’ufficio di consiglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d’esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori.

Art. 107
1. I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall’ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
2. Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l’azione disciplinare.
3. I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni.
4. Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme sull’ordinamento giudiziario.

Art. 108
1. Le norme sull’ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge.
2. La legge assicura l’indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano alla amministrazione della giustizia.

Art. 109
1. L’autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria.

Art. 110
1. Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della giustizia l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.

Parte SECONDA Ordinamento della Repubblica

Titolo IV La Magistratura

Sezione II Norme sulla giurisdizione Art. 111
1. La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge (1).
2. Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata (1).
3. Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell’accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l’interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell’accusa e l’acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo (1).
4. Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell’imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all’interrogatorio da parte dell’imputato o del suo difensore (1).
5. La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell’imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita (1) (2). 6. Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati. 7. Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge. Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra. 8. Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione. (1) Comma premesso dall’art. 1 l. cost. 23 novembre 1999, 2. V. l. 24 marzo 2001, 89. (2) Per l’applicazione dei principi dei commi da 1 a 5 ai procedimenti penali in corso all’entrata in vigore della l. cost. 23 novembre 1999, 2, v. l’art. 2 della predetta legge, nonché il d.l. 7 gennaio 2000, 2, conv., con modif., in l. 25 febbraio 2000, 35.

Art. 112
1. Il pubblico ministero ha l’obbligo di esercitare l’azione penale.

Art. 113
1. Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.
2. Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti.
3. La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.

Parte SECONDA Ordinamento della Repubblica

Titolo V (1) Le Regioni, le Province, i Comuni(1) Le disposizioni del presente Titolo sono state modificate dalla l. cost. 18 ottobre 2001, 3. V. artt. 10-11 l. cost. 3, cit. V. anche l’art. 11 l. 5 giugno 2003, 131. Art. 114 (1)
1. La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato.
2. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione (2).
3. Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento. (1) Articolo così sostituito dall’art. 1 l. cost. 18 ottobre 2001, 3, di cui alla nota al titolo V. Il testo era così formulato: «La Repubblica si riparte in Regioni, Provincie e Comuni». (2) V. art. 4 l. 5 giugno 2003, 131.

Art. 115 (1) Articolo abrogato dall’art. 92l. cost. 18 ottobre 2001, 3, di cui alla nota al titolo V. Il testo precedente recitava: «Le Regioni sono costituite in enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i principi fissati nella Costituzione».

Art. 116 (1)
1. Il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale.
2. La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano.
3. Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata. (1) Articolo così sostituito dall’art. 2 l. cost. 18 ottobre 2001, 3, di cui alla nota al titolo V. Il testo precedente recitava: «Alla Sicilia, alla Sardegna, al Trentino-Alto Adige, al Friuli-Venezia Giulia e alla Valle d’Aosta sono attribuite forme e condizioni particolari di autonomia, secondo statuti speciali adottati con leggi costituzionali». V. il r.d.l. 15 maggio 1946, 455, conv. nella l. cost. 26 febbraio 1948, 2, per la Sicilia; la l. cost. 26 febbraio 1948, 3, per la Sardegna; la l. cost. 26 febbraio 1948, 5, e, successivamente, il d.P.R. 31 agosto 1972, 670, per il Trentino-Alto Adige; la l. cost. 31 gennaio 1963, 1, per il Friuli-Venezia Giulia; la l. cost. 26 febbraio 1948, 4, per la Valle d’Aosta.

Art. 117 (1)
1. La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali (2).
2. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea; b) immigrazione; c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; (3) perequazione delle risorse finanziarie; f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; i) cittadinanza, stato civile e anagrafi; l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; n) norme generali sull’istruzione; o) previdenza sociale; p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane (4); q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno; s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.
3. Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; (5) coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato (2).
4. Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
5. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza (6) (7). 6. La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. 7. Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. 8. La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni. 9. Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato (5).
(1) Articolo così sostituito dall’art. 3 l. cost. 18 ottobre 2001, 3, di cui alla nota al titolo V. Il testo precedente recitava: «1.. La Regione emana per le seguenti materie norme legislative nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto con l’interesse nazionale e con quello di altre Regioni: – ordinamento degli uffici e degli enti amministrativi dipendenti dalla Regione; – circoscrizioni comunali; – polizia locale urbana e rurale; – fiere e mercati; – beneficenza pubblica ed assistenza sanitaria ed ospedaliera; – istruzione artigiana e professionale e assistenza scolastica; – musei e biblioteche di enti locali; – urbanistica; – turismo ed industria alberghiera; – tranvie e linee automobilistiche d’interesse regionale; – viabilità, acquedotti e lavori pubblici di interesse regionale; – navigazione e porti lacuali; – acque minerali e termali; – cave e torbiere; – caccia; – pesca nelle acque interne; – agricoltura e foreste; – artigianato; – altre materie indicate da leggi costituzionali. 2.. Le leggi della Repubblica possono demandare alla Regione il potere di emanare norme per la loro attuazione». (2) V. art. 1 l. 5 giugno 2003, 131, sub art. 114. (3) L’art. 3, l. cost. 20 aprile 2012, 1, ha inserito le parole «armonizzazione dei bilanci pubblici;». Ai sensi dell’art. 6 della legge 1 cit., le disposizioni si applicano a decorrere dall’esercizio finanziario relativo all’anno 2014. (4) V. art. 2 l. 131, cit. (5) L’art. 3, l. cost. 20 aprile 2012, 1, ha soppresso le parole «armonizzazione dei bilanci pubblici e». Ai sensi dell’art. 6 della legge 1 cit., le disposizioni si applicano a decorrere dall’esercizio finanziario relativo all’anno 2014. (6) V. art. 5 l. 131, cit. (7) V. art. 6 l. 131, cit.