Accesso al Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali.

Decreto Ministero dell’Interno 11 gennaio 2013, n. 66451

(Gazz. Uff., 8 febbraio 2013, n.33)

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Art.1 Accesso al Fondo
Possono chiedere l’accesso al Fondo di rotazione denominato «Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali» i comuni, le province e le città metropolitane che hanno deliberato il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’art. 243-bis, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Contestualmente alla presentazione della delibera di cui all’art. 243-bis, comma 2 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, l’ente presenta la domanda di accesso al fondo di rotazione di cui all’art. 243-ter, redatta e documentata secondo le modalità indicate al successivo art. 4, fermo restando la necessità di previsione nel piano di riequilibrio finanziario delle misure indicate nell’art. 243-bis, comma 8, lett. «g».
2. All’esito della procedura di esame delle istanze di accesso al fondo di rotazione, definite secondo i criteri stabiliti nel presente decreto e nei limiti della disponibilità del fondo, il Ministero dell’interno, due volte l’anno, entro il 15 giugno e il 15 novembre, adotta un piano di riparto del fondo stesso.

Art.2 Disponibilità annua del fondo
La disponibilità annua del fondo è determinata dalla dotazione annua stabilita dalla legge e dalle somme rimborsate dagli enti beneficiari, nonché delle risorse non attribuite negli anni precedenti.

Art.3 Criteri per la determinazione dell’importo massimo dell’anticipazione
L’anticipazione attribuibile a ciascun ente è determinata, nei limiti della disponibilità annua di cui all’art. 2, nell’ importo pari all’80 per cento dell’importo massimo fissato dall’art. 243-ter, comma 3, corretto secondo i seguenti criteri:
a) con una riduzione del 10 per cento, per gli enti che non dimostrino nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale, nell’ultimo degli esercizi considerati nello stesso, di conseguire una riduzione complessiva delle spese correnti di almeno il 5 per cento rispetto all’importo risultante dall’ultimo rendiconto di gestione approvato al momento dell’adozione del piano di riequilibrio;
b) con un incremento fino al 25 per cento dell’importo, se l’ente dimostri di aver operato le riduzioni di cui alle lettere b) e c) del comma 9 dell’art. 243-bis, del decreto legislativo n. 267 del 2000, in una misura pari ad almeno il 5 per cento in più di quella minima stabilita dalla legge. Detto incremento non opera se ricorrono le condizioni di cui al punto a).

Art.4 Modalità per la concessione
Nella deliberazione di ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’art. 243-bis, comma 1, del decreto legislativo n. 267 del 2000, l’ente dichiara di volersi avvalere della facoltà di accedere al fondo di rotazione e provvede alla presentazione della relativa domanda corredata da documentazione idonea a dimostrare gli effetti e l’entità delle misure di riequilibrio della parte corrente del bilancio indicate nell’art. 243-bis, comma 9 del decreto legislativo n. 267 del 2000.
2. Il Ministero dell’interno, entro il termine di dieci giorni dalla data di ricezione della deliberazione di cui all’art. 243-bis, comma 2, e della domanda di accesso al fondo di rotazione, comunica all’ente locale la quota massima attribuibile, calcolata sulla base dei parametri di cui al presente decreto, nei limiti delle risorse effettivamente disponibili e riservandosi la conferma definitiva dell’importo all’esito della relativa istruttoria, con i piani di riparto di cui all’art. 1, comma 2.
3. La predetta comunicazione costituisce prenotazione dell’importo massimo assegnabile all’ente sulla disponibilità annua del Fondo, limitandone per pari importo la relativa consistenza.
4. La richiesta dell’anticipazione a valere sul fondo di rotazione, nei limiti dell’importo massimo attribuibile comunicato, è inoltrata dall’ente locale al Ministero dell’interno – Dipartimento per gli affari interni e territoriali – all’atto della trasmissione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’art. 243-bis, del decreto legislativo n. 267 del 2000.
5. La concessione dell’anticipazione è disposta dal Ministero dell’interno, previa approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale da parte della competente Sezione regionale della Corte dei conti, ai sensi dell’art. 243-quater, comma 3, del decreto legislativo n. 267 del 2000, entro il termine di quindici giorni dall’adozione del piano di riparto.
6. Nel caso in cui l’importo dell’anticipazione effettivamente richiesto sia inferiore rispetto all’importo massimo assegnabile, a seguito del provvedimento di concessione, è svincolata la residua quota prenotata.
7. L’eventuale diniego del piano di riequilibrio pluriennale da parte della competente sezione di controllo della Corte dei conti comporta anche il diniego della concessione dell’anticipazione sul fondo di rotazione richiesta e la restituzione dell’eventuale anticipazione concessa ai sensi dell’art. 5 del decreto-legge n. 174 del 2012, convertito con modificazioni, dalla legge n. 213 del 2012.
8. Il provvedimento di ammissione o diniego al fondo di rotazione può essere impugnato entro 30 giorni, ai sensi dell’art. 243-quater, comma 5, del decreto legislativo n. 267 del 2000, innanzi alle sezioni riunite della Corte dei conti che si pronunciano in unico grado.
9. L’anticipazione richiesta è erogata, mediante operazione di giro fondi sulla contabilità speciale, sotto conto infruttifero, intestata all’ente locale, in un’unica soluzione entro quindici giorni successivi al provvedimento di concessione.
10. L’anticipazione è imputata contabilmente alle accensioni di prestiti (codice Siope 5311 «Mutui e prestiti da enti del settore pubblico»). Trattandosi di un finanziamento erogato dallo Stato non rileva ai fini dei limiti stabiliti dall’art. 204 del decreto legislativo, n. 267 del 2000.

Art.5 Modalità per la restituzione dell’anticipazione
Le anticipazioni ricevute dal Fondo di rotazione devono essere restituite dall’ente locale nel periodo massimo di dieci anni, decorrenti dall’anno successivo a quello in cui viene erogata l’anticipazione, con rate semestrali di pari importo, entro il termine del 30 aprile e del 30 ottobre di ciascun anno.
2. La durata effettiva del periodo di restituzione e l’importo delle rate semestrali della stessa devono essere previsti nel piano di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’art. 243-bis, comma 5, del decreto legislativo n. 267 del 2000.
3. La restituzione dell’anticipazione è effettuata mediante operazione di giro fondi sulla apposita contabilità speciale intestata al Ministero dell’interno, con rate semestrali di pari importo.
4. In caso di mancata restituzione delle rate semestrali entro i termini previsti, una pari somma è recuperata dalle risorse a qualunque titolo dovute dal Ministero dell’interno, con relativo versamento sulla predetta contabilità speciale.
5. La restituzione dell’anticipazione è imputata contabilmente tra i rimborsi di prestiti (codice Siope 3311 «Rimborso mutui e prestiti ad enti del settore pubblico»).

Art.6 Disposizioni transitorie
In sede di prima applicazione, per l’anno 2012, il piano di riparto di cui all’art. 1, comma 2, è adottato entro il 28 dicembre 2012.

Art.7 Disposizioni finali
Entro 30 giorni dall’avvenuto riparto di cui all’art. 1, comma 2, il Ministero dell’interno informa la Conferenza Stato-città ed autonomie locali circa le richieste pervenute e gli importi corrisposti.
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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