Legge 44 1999 Fondo di solidarietà vittime di estorsive e usura

Legge 23 febbraio 1999, n. 44

(Gazz. Uff., 3 marzo 1999, n. 51)

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Legge 44 1999  Fondo di solidarietà vittime di estorsive e usura

Legge 23 febbraio 1999, n. 44 Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura.

Art. 1
Elargizione a favore dei soggetti danneggiati da attività estorsive.
1. Ai soggetti danneggiati da attività estorsive è elargita una somma di denaro a titolo di contributo al ristoro del danno patrimoniale subito, nei limiti e alle condizioni stabiliti dalla presente legge.

Art. 2
Limitazione temporale e territoriale.
1. L’elargizione è concessa in relazione agli eventi dannosi verificatisi nel territorio dello Stato successivamente al 1° gennaio 1990.

Art. 3
Elargizione alle vittime di richieste estorsive.
1. L’elargizione è concessa agli esercenti un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, che subiscono un evento lesivo in conseguenza di delitti commessi allo scopo di costringerli ad aderire a richieste estorsive, avanzate anche successivamente ai fatti, o per ritorsione alla mancata adesione a tali richieste, ovvero in conseguenza di situazioni di intimidazione anche ambientale. Per evento lesivo si intende qualsiasi danno a beni mobili o immobili, ovvero lesioni personali, ovvero un danno sotto forma di mancato guadagno inerente all’attività esercitata (1).
1-bis. Fermo quanto previsto dall’articolo 4, l’elargizione è consentita anche in favore del soggetto dichiarato fallito, previo parere favorevole del giudice delegato al fallimento, a condizione che il medesimo soggetto non abbia riportato condanne per i reati di cui agli articoli 216 e 217 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero per delitti contro il patrimonio, l’economia pubblica, l’industria e il commercio, a meno di intervenuta riabilitazione ai sensi degli articoli 178 e seguenti del codice penale, Né sia indagato o imputato per gli stessi reati. In tale ultimo caso la concessione dell’elargizione non è consentita e, ove sia stata disposta, è sospesa fino all’esito dei relativi procedimenti (2).
1-ter. Le somme erogate a titolo di elargizione ai sensi del comma 1-bis non sono imputabili alla massa fallimentare Né alle attività sopravvenute del soggetto fallito e sono vincolate, quanto a destinazione, esclusivamente all’utilizzo secondo le finalità di cui all’articolo 15. Il ricavato netto è per la metà acquisito dal curatore quale attivo sopravveniente del fallimento, e per la residua metà deve essere impiegato a fini produttivi e di investimento (3).
2. Ai soli fini della presente legge sono equiparate alle richieste estorsive le condotte delittuose che, per circostanze ambientali o modalità del fatto, sono riconducibili a finalità estorsive, purché non siano emersi elementi indicativi di una diversa finalità. Se per il delitto al quale è collegato il danno sono in corso le indagini preliminari, l’elargizione è concessa sentito il pubblico ministero competente, che esprime il proprio parere entro trenta giorni dalla richiesta. Il procedimento relativo all’elargizione prosegue comunque nel caso in cui il pubblico ministero non esprima il parere nel termine suddetto ovvero nel caso in cui il pubblico ministero comunichi che all’espressione del parere osta il segreto relativo alle indagini.
(1) Comma sostituito dall’articolo 2, comma 1, lettera a), numero 1), della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.
(2) Comma inserito dall’articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.
(3) Comma inserito dall’articolo 2, comma 1, lettera a), numero 2), della Legge 27 gennaio 2012, n. 3.

Art. 4
Condizioni dell’elargizione.
1. L’elargizione è concessa a condizione che:
a) la vittima non abbia aderito o abbia cessato di aderire alle richieste estorsive; tale condizione deve permanere dopo la presentazione della domanda di cui all’art. 13;
b) la vittima non abbia concorso nel fatto delittuoso o in reati con questo connessi ai sensi dell’art. 12 del codice di procedura penale;
c) la vittima, al tempo dell’evento e successivamente, non risulti sottoposta a misura di prevenzione o al relativo procedimento di applicazione, ai sensi delle leggi 27 dicembre 1956, n. 1423, e 31 maggio 1965, n. 575 e successive modificazioni, Né risulti destinataria di provvedimenti che dispongono divieti, sospensioni o decadenze ai sensi degli articoli 10 e 10- quater , secondo comma, della medesima legge n. 575 del 1965, salvi gli effetti della riabilitazione;
d) il delitto dal quale è derivato il danno, ovvero, nel caso di danno da intimidazione anche ambientale, le richieste estorsive siano stati riferiti all’autorità giudiziaria con l’esposizione di tutti i particolari dei quali si abbia conoscenza.
2. Non si tiene conto della condizione prevista dalla lettera c ) del comma 1 se la vittima fornisce all’autorità giudiziaria un rilevante contributo nella raccolta di elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti e per l’individuazione o la cattura degli autori delle richieste estorsive, o del delitto dal quale è derivato il danno, ovvero di reati connessi ai sensi dell’art. 12 del codice di procedura penale.

Art. 5
Elargizione nel caso di acquiescenza alle richieste estorsive.
1. Se vi è stata acquiescenza alle richieste estorsive, l’elargizione può essere concessa anche in relazione ai danni a beni mobili o immobili o alla persona verificatisi nei sei mesi precedenti la denuncia.

Art. 6
Elargizione agli appartenenti ad associazioni di solidarietà.
1. L’elargizione, sussistendo le condizioni di cui all’art. 4, è concessa anche agli appartenenti ad associazioni od organizzazioni aventi lo scopo di prestare assistenza e solidarietà a soggetti danneggiati da attività estorsive, i quali:
a) subiscono un danno a beni mobili o immobili, ovvero lesioni personali in conseguenza di delitti commessi al fine di costringerli a recedere dall’associazione o dall’organizzazione o a cessare l’attività svolta nell’ambito delle medesime, ovvero per ritorsione a tale attività;
b) subiscono quali esercenti un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica, ovvero una libera arte o professione, un danno, sotto forma di mancato guadagno inerente all’attività esercitata, in conseguenza dei delitti di cui alla lettera a ) ovvero di situazioni di intimidazione anche ambientale determinate dalla perdurante appartenenza all’associazione o all’organizzazione.

Art. 7
Elargizione ad altri soggetti.
1. L’elargizione è altresì concessa ai soggetti, diversi da quelli indicati negli articoli 3 e 6, che, in conseguenza dei delitti previsti nei medesimi articoli, subiscono lesioni personali ovvero un danno a beni mobili o immobili di loro proprietà, o sui quali vantano un diritto reale di godimento.
2. L’elargizione è concessa alle medesime condizioni stabilite per l’esercente l’attività.
3. Ai fini della quantificazione dell’elargizione si tiene conto del solo danno emergente ovvero di quello derivante da lesioni personali.

Art. 8
Elargizione ai superstiti.
1. Se, in conseguenza dei delitti previsti dagli articoli 3 , 6 e 7 i soggetti ivi indicati perdono la vita, l’elargizione è concessa, nell’ordine, ai soggetti di seguito elencati a condizione che la utilizzino in un’attività economica, ovvero in una libera arte o professione, anche al di fuori del territorio di residenza:
a) coniuge e figli;
b) genitori;
c) fratelli e sorelle;
d) convivente more uxorio e soggetti, diversi da quelli indicati nelle lettere a ), b ) e c ), conviventi nei tre anni precedenti l’evento a carico della persona.
2. Fermo restando l’ordine indicato nel comma 1, nell’ambito delle categorie previste dalle lettere a ), b ) e c ), l’elargizione è ripartita, in caso di concorso di più soggetti, secondo le disposizioni sulle successioni legittime stabilite dal codice civile.
3. L’elargizione è concessa alle medesime condizioni stabilite per la persona deceduta.

Art. 9
Ammontare dell’elargizione.
1. L’elargizione è corrisposta, nei limiti della dotazione del Fondo previsto dall’art. 18, in misura dell’intero ammontare del danno e comunque non superiore a lire 3.000 milioni. Qualora più domande, per eventi diversi, relative ad uno stesso soggetto, siano proposte nel corso di un triennio, l’importo complessivo dell’elargizione non può superare nel triennio la somma di lire 6.000 milioni.
2. L’elargizione è esente dal pagamento delle imposte sul reddito delle persone fisiche e delle persone giuridiche.
3. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono disporre, per l’elargizione, l’esenzione dal pagamento dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Art. 10
Criteri di liquidazione.
1. L’ammontare del danno è determinato:
a) nel caso di danno a beni mobili o immobili, comprendendo la perdita subita e il mancato guadagno, salvo quanto previsto dall’art. 7, comma 3;
b) nel caso di morte o di danno conseguente a lesioni personali, ovvero a intimidazione anche ambientale, sulla base del mancato guadagno inerente all’attività esercitata dalla vittima.
2. Il mancato guadagno, se non può essere provato nel suo preciso ammontare, è valutato con equo apprezzamento delle circostanze, tenendo conto anche della riduzione del valore dell’avviamento commerciale.

Art. 11
Limiti all’elargizione nel caso di lesioni personali o di morte.
1. Nel caso di morte o di danno conseguente a lesioni personali, l’elargizione è concessa per la sola parte che eccede l’ammontare degli emolumenti ricevuti dall’interessato, per lo stesso evento lesivo, in applicazione della legge 20 ottobre 1990, n. 302.

Art. 12
Copertura assicurativa e casi di esclusione (1) .
1. Se il danno è coperto, anche indirettamente, da contratto di assicurazione, l’elargizione è concessa per la sola parte che eccede la somma liquidata o che può essere liquidata dall’assicuratore.
1-bis . L’elargizione non è ammessa per la parte in cui il medesimo danno sia stato oggetto di precedente risarcimento o rimborso a qualunque titolo da parte di altre amministrazioni pubbliche (2) .
(1) Rubrica così sostituita dall’articolo 1 del D.L. 13 settembre 1999, n. 317, così come modificato dalla legge di conversione 12 novembre 1999, n. 414.
(2) Comma aggiunto dall’articolo 1 del D.L. 13 settembre 1999, n. 317, così come modificato dalla legge di conversione 12 novembre 1999, n. 414.

Art. 13
Modalità e termini per la domanda.
1. L’elargizione è concessa a domanda.
2. La domanda può essere presentata dall’interessato ovvero, con il consenso di questi, dal consiglio nazionale del relativo ordine professionale o da una delle associazioni nazionali di categoria rappresentate nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL). La domanda può essere altresì presentata da uno dei soggetti di cui all’art. 8, comma 1, ovvero, per il tramite del legale rappresentante e con il consenso dell’interessato, da associazioni od organizzazioni iscritte in apposito elenco tenuto a cura del prefetto ed aventi tra i propri scopi quello di prestare assistenza e solidarietà a soggetti danneggiati da attività estorsive. Con decreto del Ministro dell’interno, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro di grazia e giustizia, sono determinati le condizioni ed i requisiti per l’iscrizione nell’elenco e sono disciplinate le modalità per la relativa tenuta (1).
3. Salvo quanto previsto dai commi 4 e 5, la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il termine di centoventi giorni dalla data della denuncia ovvero dalla data in cui l’interessato ha conoscenza che dalle indagini preliminari sono emersi elementi atti a far ritenere che l’evento lesivo consegue a delitto commesso per le finalità indicate negli articoli precedenti.
4. Per i danni conseguenti a intimidazione anche ambientale, la domanda deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il termine di un anno dalla data in cui hanno avuto inizio le richieste estorsive o nella quale l’interessato è stato per la prima volta oggetto della violenza o minaccia.
5. I termini stabiliti dai commi 3 e 4 sono sospesi nel caso in cui, sussistendo un attuale e concreto pericolo di atti di ritorsione, il pubblico ministero abbia disposto, con decreto motivato, le necessarie cautele per assicurare la riservatezza dell’identità del soggetto che dichiara di essere vittima dell’evento lesivo o delle richieste estorsive. I predetti termini riprendono a decorrere dalla data in cui il decreto adottato dal pubblico ministero è revocato o perde comunque efficacia. Quando è adottato dal pubblico ministero decreto motivato per le finalità suindicate è omessa la menzione delle generalità del denunciante nella documentazione da acquisire ai fascicoli formati ai sensi degli articoli 408, comma 1, e 416, comma 2, del codice di procedura penale, fino al provvedimento che dispone il giudizio o che definisce il procedimento (2).
(1) Vedi il D.M. 24 ottobre 2007, n.220.
(2) Per l’applicazione delle disposizioni di cui al presente articolo, vedi l’ articolo 6-ter del D.L. 28 dicembre 2006, n. 300.

Art. 14
Concessione dell’elargizione.
1. La concessione dell’elargizione è disposta con decreto del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, su deliberazione del Comitato di cui all’art. 19. La deliberazione deve dare conto della natura del fatto che ha cagionato il danno patrimoniale, del rapporto di causalità, dei singoli presupposti positivi e negativi stabiliti dalla presente legge e dell’ammontare del danno patrimoniale, dettagliatamente documentato, salvo quanto previsto dall’art. 10, comma 2. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni degli articoli 7, 10 e 13 della legge 20 ottobre 1990, n. 302. Si applica altresì l’art. 10- sexies della legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive modificazioni.
2. Entro sessanta giorni dalla data della deliberazione, il Ministro dell’interno può promuovere, con richiesta motivata, il riesame della deliberazione stessa da parte del Comitato.

Art. 15
Corresponsione e destinazione dell’elargizione.
1. L’elargizione, una volta determinata nel suo ammontare, può essere corrisposta in una o più soluzioni.
2. Il pagamento dei ratei successivi al primo deve essere preceduto dalla produzione, da parte dell’interessato, di idonea documentazione comprovante che le somme già corrisposte sono state destinate ad attività economiche di tipo imprenditoriale.
3. La prova di cui al comma 2 deve essere altresì fornita entro i dodici mesi successivi alla corresponsione del contributo in unica soluzione o dell’ultimo rateo.

Art. 16
Revoca dell’elargizione.
1. Salvo quanto previsto dall’art. 7 della legge 20 ottobre 1990, n. 302, la concessione dell’elargizione è revocata:
a) se l’interessato non fornisce la prova relativa alla destinazione delle somme già corrisposte;
b) se si accerta l’insussistenza dei presupposti dell’elargizione medesima;
c) se la condizione prevista dall’art. 4, comma 1, lettera a ), non permane anche nel triennio successivo al decreto di concessione.
2. Alle elargizioni concesse in favore dei soggetti indicati all’art. 7 non si applicano le disposizioni di cui alle lettere a ) e c ) del comma 1 del presente articolo e di cui ai commi 2 e 3 dell’art. 15.
2-bis . L’elargizione è revocata in tutto o in parte se, dopo l’elargizione stessa, vengono effettuati, per il medesimo danno, risarcimenti o rimborsi a qualunque titolo ad opera di imprese assicuratrici o amministrazioni pubbliche (1) .
(1) Comma aggiunto dall’articolo 1 del D.L. 13 settembre 1999, n. 317, così come modificato dalla legge di conversione 12 novembre 1999, n. 414.

Art. 17
Provvisionale.
1. Prima della definizione del procedimento per la concessione dell’elargizione può essere disposta, a domanda, la corresponsione, in una o più soluzioni, di una provvisionale fino al settanta per cento dell’ammontare complessivo dell’elargizione, con le modalità previste dal regolamento di cui all’art. 21.
2. Agli effetti di quanto previsto nel comma 1, il Comitato di cui all’art. 19 acquisisce, entro trenta giorni dal ricevimento della domanda, a mezzo del prefetto della provincia nel cui territorio si è verificato l’evento denunciato, un rapporto iniziale in ordine ai presupposti e alle condizioni dell’elargizione. L’esito dell’istanza deve essere definito in ogni caso, dandone comunicazione all’interessato, entro novanta giorni dal ricevimento della domanda.
3. Qualora risulti indispensabile per l’accertamento dei presupposti e delle condizioni dell’elargizione, il prefetto e il Comitato di cui all’art. 19 possono ottenere dall’autorità giudiziaria competente copie di atti e informazioni scritte sul loro contenuto inerenti il fatto delittuoso che ha causato il danno. L’autorità giudiziaria provvede senza ritardo e può rigettare la richiesta con decreto motivato. Le copie e le informazioni acquisite ai sensi del presente articolo sono coperte dal segreto d’ufficio e sono custodite e trasmesse in forme idonee ad assicurare la massima riservatezza.
4. Se per il delitto al quale è collegato il danno sono in corso le indagini preliminari, la provvisionale è concessa, sentito il pubblico ministero competente, che esprime il proprio parere entro trenta giorni dalla richiesta. Il procedimento relativo alla concessione della provvisionale prosegue comunque nel caso in cui il pubblico ministero non esprima il parere nel termine suddetto ovvero nel caso in cui il pubblico ministero comunichi che all’espressione del parere osta il segreto relativo alle indagini.
5. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 15, comma 3, e 16.

Art. 18
Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive.
1. é istituito presso il Ministero dell’interno il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive. Il Fondo è alimentato da:
a) un contributo, determinato ai sensi del comma 2, sui premi assicurativi, raccolti nel territorio dello Stato, nei rami incendio, responsabilità civile diversi, auto rischi diversi e furto, relativi ai contratti stipulati a decorrere dal 1° gennaio 1990;
b) un contributo dello Stato determinato secondo modalità individuate dalla legge, nel limite massimo di lire 80 miliardi, iscritto nello stato di previsione dell’entrata, unità previsionale di base 1.1.11.1, del bilancio di previsione dello Stato per il 1998 e corrispondenti proiezioni per gli anni 1999 e 2000;
c) una quota pari alla metà dell’importo, per ciascun anno, delle somme di denaro confiscate ai sensi della legge 31 maggio 1965, n. 575 e successive modificazioni, nonché una quota pari ad un terzo dell’importo del ricavato, per ciascun anno, delle vendite disposte a norma dell’art. 2- undecies della suddetta legge n. 575 del 1965, relative ai beni mobili o immobili ed ai beni costituiti in azienda confiscati ai sensi della medesima legge n. 575 del 1965.
2. La misura percentuale prevista dall’art. 6, comma 2, del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992, n. 172, può essere rideterminata, in relazione alle esigenze del Fondo, con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
3. Con decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, sono emanate, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, le norme regolamentari necessarie per l’attuazione di quanto disposto dal comma 1, lettera a ) (1) .
(1) Vedi l’articolo 145 della legge 23 dicembre 2000, n. 388. Per il regolamento di attuazione del presente comma, vedi il D.M. 2 luglio 2002, n. 239.

Art. 18 bis
Diritto di surroga (1) (2)
1. Il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive di cui all’articolo 18 è unificato al Fondo di solidarietà per le vittime dell’usura di cui all’articolo 14 della legge 7 marzo 1996, n. 108, e successive modificazioni. Tale Fondo unificato è surrogato, quanto alle somme corrisposte agli aventi titolo, nei diritti dei medesimi verso i responsabili dei danni di cui alla presente legge.
2. Il diritto di surroga di cui al comma 1 è esercitato dal concessionario di cui all’articolo 19, comma 4.
3. Le somme recuperate attraverso la surroga di ognuno dei due Fondi unificati ai sensi del presente articolo sono versate dal concessionario in conto entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate sul capitolo di spesa dello stato di previsione del Ministero dell’interno, riguardante il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura.
(1) Articolo inserito dall’articolo 51 della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
(2) Per l’incremento del fondo di cui al presente articolo vedi l’articolo 2-bis, comma 1, del D.L. 2 ottobre 2008 n.151.