Bilancio 2010 dell’attività svolta dalla Guardia di Finanza.

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Nettamente positivo il bilancio del 2010 della Guardia di Finanza. I risultati sono stati recentemente illustrati dal Comandante Generale delle Fiamme Gialle, Generale di Corpo d’Armata Nino Di Paolo, ai membri della VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati durante l’audizione del 26 gennaio u.s..
Al 31 dicembre scorso, l’attività operativa del Corpo ha consentito di:
– scoprire redditi non dichiarati al fisco per 49,245 miliardi di euro (+46% sul 2009), tra i quali spiccano: ? 20.263 miliardi di euro (+ 47% sul 2009) occultati dagli 8.850 evasori totali identificati (+ 18% rispetto al 2009), ossia soggetti che pur svolgendo attività economiche non avevano mai presentato le dichiarazioni dei redditi; ? 10,533 miliardi individuati dai casi di evasione fiscale internazionale, posti in essere mediante fittizie residenze di persone fisiche e società in paradisi fiscali, ovvero attraverso esportazioni di capitali in paesi off-shore. I redditi evasi scoperti nel 2010 mediante queste condotte sono aumentati dell’81% rispetto al 2009. Per la lotta ai paradisi fiscali un ruolo molto importante è svolto dalla rete degli esperti della Guardia di Finanza, attualmente dislocati in 12 capitali ritenute “strategiche” nell’economia mondiale.
– Individuare casi di evasione all’IVA (dovuta e non versata) per 6,382 miliardi di euro (+6% rispetto al 2009); – Accertare frodi all’IVA realizzate con il metodo delle c.d. frodi “carosello” per 2,763 miliardi di euro (+ 3% sul 2009). Le frodi venivano attuate mediante l’interposizione di imprese “cartiere” (costituite cioè al solo scopo di far girare fatture false) che acquistano merci da altri Paesi comunitari e da San Marino in sospensione d’IVA, le rivendono ai reali destinatari applicando l’imposta, ma poi omettono di versare le somme all’erario, svanendo nel nulla dopo poco tempo. Se si guarda al biennio 2009–2010, l’evasione di IVA collegata a frodi “carosello” ammonta, nel complesso, a 5,5 miliardi di euro, pari al 44,7% dei 12,3 miliardi di euro di IVA evasa complessivamente scoperta dalla Guardia di Finanza nel medesimo arco temporale. L’incidenza di queste frodi è molto forte anche sul totale dei reati tributari segnalati alla Magistratura; infatti, più della metà degli 11.490 reati scoperti nel 2010, riguarda le violazioni più gravi che sono principalmente connesse alle frodi IVA, quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti e la dichiarazione fraudolenta (5.763 casi), l’occultamento di documentazione contabile (2.011 casi) e l’omesso versamento o l’indebita compensazione d’IVA (486 casi).
– identificare 28.713 lavoratori irregolari, di cui 18.541 completamente in nero (+ 12% rispetto all’anno precedente), impiegati illegalmente da 7.822 datori di lavoro; significativo che 5.508 lavoratori fossero di origine extracomunitaria.
Inoltre, sempre in tema di polizia economico-finanziaria, vanno evidenziati: – i 48,7 milioni di euro di diritti doganali evasi accertati, con il sequestro di 280.088 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando (di cui 62 tonnellate contraffatti). Per il contrabbando, c’è da dire che da tempo l’Italia non è più solo un mercato di consumo dei tabacchi ma anche un’area di transito dei carichi provenienti dall’Europa orientale e dal Medio Oriente. A partire dal 2007 si è registrata una ripresa dei sequestri di tabacchi, anche se su valori molto più bassi rispetto a quelli degli anni ‘90: nell’ultimo triennio, però, è riscontrabile una certa costanza nei quantitativi sequestrati (tra le 270 e le 290 tonnellate all’anno), sintomo che il fenomeno è attestato su livelli stabili.
– più di 50,1 milioni di euro di accise evase per contrabbando di olii minerali ed alcool, con sequestri di 8,6 tonnellate di prodotti energetici e di 87.067 litri di alcole; – la chiusura di 1.918 centri di raccolta di scommesse non autorizzate, anche on line (+ 166% rispetto al 2009).
Particolarmente efficace quest’anno anche l’attività svolta dalla Guardia di Finanza sull’altro versante del bilancio pubblico, cioè le uscite.
Infatti, in materia di spesa pubblica, sono state scoperte truffe per giustificare o ottenere finanziamenti per 756 milioni di euro (+ 24% rispetto all’anno precedente) pervenendo al sequestro di beni per equivalente pari a 272 milioni. Inoltre, le indagini hanno permesso di smascherare frodi alla sanità pubblica per 30 milioni. Spicca, altresì, la segnalazione alla Corte dei Conti dei responsabili di danni erariali per 2 miliardi di euro. Sempre sul versante delle uscite le Fiamme Gialle hanno denunciato alle Procure della Repubblica competenti 4.486 truffatori che, avendo falsamente attestato un basso tenore di vita, avevano fruito dallo Stato e da altri Enti Pubblici, di agevolazioni non spettanti sotto forma di borse di studio, contributi sugli affitti ed altri sussidi che potevano essere destinati ai veramente bisognosi.
Sul fronte della lotta alla contraffazione, i sequestri complessivi delle Fiamme Gialle ammontano a 110.666.859 di pezzi, tra prodotti del comparto della moda – 37 milioni – e articoli pericolosi per la pubblica incolumità, con la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 13.234 responsabili. Nell’ultimo biennio, l’andamento del fenomeno nel suo complesso è costante, ma si registra un progressivo aumento dei sequestri dei beni di largo consumo (nel 2010, +36% sul 2009). Risultati, questi, di primissimo piano, raggiunti grazie all’adozione dei nuovi strumenti investigativi delle consegne controllate e delle operazioni sotto copertura approvati dal Parlamento con la Legge 23 luglio 2009, n. 99.
Nella lotta alla criminalità economica organizzata sono stati sequestrati alle “mafie” 4.828 beni per un valore pari a 3 miliardi (+ 30% sul 2009) e ne sono stati confiscati (cioè definitivamente assegnati allo Stato) 542 per un valore di 142 milioni. Va rilevato che circa il 23% del valore dei sequestri operati dal Corpo in materia di criminalità organizzata in ambito nazionale è riconducibile a beni ed aziende ubicati nel Centro Nord; è questo un segno che è ormai normale, nel corso delle indagini patrimoniali sulla criminalità, ricercare i reinvestimenti dei proventi illeciti in qualsiasi area del Paese.
Sono invece 1.131 i soggetti denunciati per riciclaggio di somme di denaro pari, complessivamente, a 3.209 milioni di euro e sono stati sequestrati loro beni per 367 milioni (+ 21% sul 2009).
Nell’attuale scenario di instabilità dei mercati internazionali, particolare attenzione la Guardia di Finanza ha rivolto alla repressione degli illeciti economico-finanziari che possono mettere a rischio la solidità e la trasparenza dei movimenti di denaro nel circuito legale. In questo contesto, sono state denunciate 1.261 persone per abusivismo bancario e finanziario, 2.396 per bancarotta ed altri reati fallimentari ed altre 625 per usura; attività che hanno portato al sequestro di beni per un valore di 294 milioni di euro.
Nel comparto delle frodi finanziarie, le Fiamme Gialle hanno considerevolmente aumentato il loro impegno sull’utilizzo improprio o per finalità illecite degli strumenti finanziari derivati; attualmente, sono in corso 21 indagini che interessano, complessivamente, 51 Enti Territoriali (8 Regioni, 3 Province e 42 Comuni), per finanziamenti collegati a derivati di copertura per un ammontare di 9,72 miliardi di euro.
Nell’ambito delle attività di contrasto ai traffici illeciti, grazie anche all’intensificazione dell’azione del Comparto Aeronavale della Guardia di Finanza: ??le indagini antidroga hanno portato alla denuncia di 9.180 persone, di cui 3.135 tratte in arresto, ed al sequestro di circa 20,5 tonnellate di sostanze stupefacenti (+ 61% rispetto al 2009); ??è stata rafforzata, in linea con le direttive del Ministro dell’Interno, la lotta alle associazioni criminali che sfruttano l’immigrazione clandestina ed il lavoro nero. In tale contesto sono stati arrestati 519 tra trafficanti di vite umane, scafisti e cittadini extracomunitari irregolari; ??sono stati eseguiti 3.100 interventi di polizia ambientale con la scoperta di 3.097 casi e la denuncia di 3.789 responsabili.
Va ricordata, infine, l’encomiabile attività delle 26 stazioni di Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, che hanno svolto 1.967 interventi a salvaguardia della vita umana, prestando aiuto a 2.012 persone in pericolo e le 16.862 missioni di polizia marittima e di soccorso che hanno consentito di condurre in salvo 760 persone.
Infine, le Fiamme Gialle, confortate dai dati del bilancio del 2010 sulla efficacia dell’azione strategica posta in essere, in linea con le direttive del Ministro dell’Economia e delle Finanze, On.
Prof. Giulio Tremonti, avranno come principale obiettivo per il 2011 la tutela dell’economia legale e del corretto funzionamento delle regole di mercato, garantendo al contempo allo Stato, all’Unione Europea, alle Regioni e agli Enti Locali il regolare afflusso ed il corretto impiego delle risorse destinate al benessere della collettività e al sostentamento delle politiche di rilancio e sviluppo economico e sociale. La Guardia di Finanza, infatti, punta all’aggressione dei fenomeni di evasione più gravi che danneggiano non solo il bilancio dello Stato, ma anche il sistema economico nel suo complesso, minacciato dalla concorrenza sleale derivante dall’economia sommersa, dalle frodi fiscali e dall’evasione internazionale.