Aumenta il contributo unificato con la manovra correttiva 2011 e si fa ancora più elevato se non si indicano negli atti pec, fax e codice fiscale.

Il decreto legge 98/2011 (recante la cosiddetta “manovra correttiva 2011”) prevede una serie di aumenti per il settore della giustizia che riguardano in particolar modo il rincaro degli importi dovuti per il contributo unificato. Introdotte perfino delle sanzioni, nella misura dell’aumento di un mezzo del valore del contributo unificato in caso di omessa indicazione di indirizzo pec e fax nonché del codice fiscale delle parti.

Rincara il contributo unificato per i giudizi civili.
– Per i processi di valore fino a 1.100 euro il contributo passa da 33 a 37 euro;
– per i processi con un valore da 1.100 a 5.200 euro il contributo passa da 77 a 85 euro;
– per i processi con un valore da 5.200 a 26 mila euro il contributo passa da 187 a 206 euro;
– per i processi con un valore da 26mila a 52mila euro il contributo passa da 374 euro a 450 euro;
– per i processi con un valore da 52 mila euro a 260 mila euro il contributo passa da 550 euro a 660 euro;
– per i  processi con un valore da 260 mila euro a 520 mila euro il contributo passa da 880 euro a 1056 euro;
– per i processi con un valore superiore a 520 mila euro il conmtributo passa da 1221 euro a 1466 euro. 

Aumenta anche il contributo unificato per i processi di esecuzione immobiliare.
Iil contributo sarà pari a 242 euro mentre per gli altri processi esecutivi lo stesso importo è ridotto della metà (121 euro) salvo che per i processi esecutivi mobiliari di valore inferiore a 2.500 euro per i quali il contributo dovuto è pari a 37 euro. Per i processi di opposizione agli atti esecutivi la misura del contributo è fissata in euro 146.

Arrivano le sanzioni se l’avvocato non indica l’indirizzo pec.
La sanzione per l’omessa indicazione del proprio indirizzo di posta elettronica certificata
(PEC) e del proprio numero di fax costerà al difensore l’aumento del contributo unificato
nella misura del 50%. Sempre aumentato della metà il contributo unificato se la parte
omette di indicare il codice fiscale nell’atto introduttivo del giudizio o, per il processo tributario, nel ricorso.

Aumenta il contributo per il ricorso al TAR. Fino a 4000 euro in materia di appalti pubblici.
Il contributo unificato per i ricorsi proposti davanti ai Tribunali amministrativi regionali e al
Consiglio di Stato è fissato dal d.l. 98/2011 secondo i seguenti importi:
– per i ricorsi previsti dagli articoli 116 e 117 del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104,
per quelli aventi ad oggetto il diritto di cittadinanza, di residenza, di soggiorno e di ingresso nel territorio dello Stato e per i ricorsi di esecuzione nella sentenza o di ottemperanza del giudicato il contributo dovuto è di euro 300;
– per i ricorsi cui si applica il rito abbreviato comune a determinate materie previsto dal
libro IV, titolo V, del decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104, nonché da altre disposizioni
che richiamino il citato rito, il contributo dovuto è di euro 1.500;
– per i ricorsi di cui all’articolo 119, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 2 luglio
2010, n. 104, ovvero in materia di  affidamento di lavori pubblici, servizi e forniture e provvedimenti adottati dalle Autorità amministrative
indipendenti, il contributo dovuto è di euro 4.000;
– in tutti gli altri casi non previsti dalle lettere precedenti e per il ricorso straordinario al
Presidente della Repubblica nei casi ammessi dalla normativa vigente, il contributo dovuto è di euro 600.
I predetti importi sono aumentati della metà ove il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio recapito fax, ai sensi dell’articolo 136 del codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.

Più esoso il ricorso alle commissioni tributarie.
Per i ricorsi principale ed incidentale proposti avanti le Commissioni tributarie provinciali e regionali è dovuto il contributo unificato nei seguenti importi:
– euro 30 per controversie di valore fino a euro 2.582,28;
– euro 60 per controversie di valore superiore a euro 2.582,28 e fino a euro 5.000;
– euro 120 per controversie di valore superiore a euro 5.000 e fino a euro 25.000;
– euro 250 per controversie di valore superiore a euro 25.000 e fino a euro 75.000;
– euro 500 per controversie di valore superiore a euro 75.000 e fino a euro 200.000;
– euro 1.500 per controversie di valore superiore a euro 200.000.f) euro 1.500 per controversie di valore superiore a euro 200.000.

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