Crisi dell’auto: un quadro europeo per gli incentivi.

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Riconoscendo l’importanza dell’industria automobilistica per l’occupazione, l’innovazione e la competitività, il Parlamento chiede di definire un quadro d’azione europeo per le misure a sostegno del settore, senza distorcere la concorrenza. Sollecita poi la semplificazione e l’aumento del sostegno finanziario al comparto, specie tramite la BEI e i programmi di rottamazione, con lo scopo di sostenere e accelerare le necessarie trasformazioni tecnologiche e garantire l’occupazione.
Il Parlamento chiede anche di agevolare, migliorare e velocizzare l’accesso ai fondi dell’UE a sostegno della R&S e dell’innovazione e di garantire parità di condizioni sul piano internazionale, evitando misure protezionistiche sul mercato mondiale.

Approvando con 413 voti favorevoli, 44 contrari e 29 astensioni una risoluzione sostenuta da PPE/DE, PSE, ALDE e UEN, il Parlamento rileva anzitutto che quello automobilistico è «un settore chiave dell’economia europea che contribuisce all’occupazione, all’innovazione e alla competitività di tutto il sistema economico». L’industria dell’auto, infatti, «dà lavoro, direttamente o indirettamente, a 12 milioni di persone», ossia il 6% degli occupati UE. Rappresenta inoltre «il principale investitore privato in Ricerca e Sviluppo nell’Unione europea». Ma riconosce che l’attuale crisi economica e finanziaria «ha posto sotto intensa pressione l’industria automobilistica», il che si riflette in «una drastica flessione della domanda di autoveicoli ma anche in una sovraccapacità di produzione e in difficoltà di accesso al credito e ai finanziamenti, uniti a problemi strutturali anteriori alla crisi».

Trattandosi di una crisi «europea», il Parlamento richiama quindi l’attenzione sull’importanza che riveste l’adozione, da parte degli Stati membri dell’UE, «di iniziative coerenti e coordinate» e chiede «un vero quadro d’azione europeo» che preveda passi concreti verso l’adozione «delle misure decisive necessarie», sia a livello dell’UE che degli Stati membri. Esprimendo «crescente preoccupazione» per alcune delle misure a breve termine adottate a livello nazionale che potrebbero distorcere la concorrenza nel mercato interno, invita dunque gli Stati membri a fare in modo che le nuove misure siano coerenti, efficaci e coordinate . In tale contesto valuta positivamente il quadro di riferimento temporaneo per la valutazione degli aiuti di Stato definito nell’ambito del piano europeo di ripresa economica.

Il Parlamento invita il Consiglio e la Commissione ad accelerare, semplificare ed accrescere il sostegno finanziario destinato al settore automobilistico, in particolare per il tramite della Banca europea per gli investimenti, nonché consentendo garanzie di Stato per prestiti a basso tasso di interesse. Li sollecita inoltre a chiedere la semplificazione della procedura amministrativa per la richiesta di prestiti. Anche perché questi ultimi «dovrebbe contribuire a stimolare la domanda di nuovi veicoli, a vantaggio della crescita economica, dell’ambiente e della sicurezza stradale». Insiste poi affinché la BEI presti sufficiente attenzione alle necessità di crediti delle PMI legate al settore automobilistico e sollecita gli Stati membri ad aumentare la capacità di prestito della BEI «per mantenerla all’altezza delle necessità finanziarie di medio termine».

Il Parlamento insiste inoltre sul fatto che tutte le iniziative finanziarie o fiscali, compresi i programmi di rottamazione, «devono sostenere e accelerare le necessarie trasformazioni tecnologiche del settore, segnatamente a livello dell’efficienza energetica dei motori e della riduzione delle emissioni». Invita poi la Commissione a elaborare orientamenti e raccomandazioni per misure volte a incoraggiare in modo coordinato il rinnovamento del parco circolante, quali programmi di rottamazione e altri incentivi di mercato che hanno effetti positivi e di breve termine sulla domanda di nuovi autoveicoli e che sono intesi a rinvigorire il mercato del leasing automobilistico. In tale contesto, chiede alla Commissione di monitorare le misure nazionali già applicate «per evitare distorsioni sul mercato interno».

Per i deputati, le politiche europee e nazionali dovrebbero contribuire ad affrontare la fase di ristrutturazione e di riconversione in cui si trovano l’industria automobilistica e il suo indotto, «in modo socialmente responsabile» e «in stretta cooperazione con i sindacati». Chiedono inoltre alla Commissione di garantire l’uso ottimale dei Fondi europei disponibili a sostegno dell’occupazione e di agevolare, migliorare e velocizzare l’accesso a detti Fondi che «dovrebbero contribuire a programmi di formazione e di riqualificazione dei lavoratori».

Il Parlamento ribadisce inoltre che l’industria automobilistica deve continuare a investire in programmi di R&S intesi a fornire «le migliori soluzioni in termini di qualità, sicurezza e prestazioni ambientali al fine di creare un quadro competitivo sostenibile». Invita quindi la Commissione ad «agevolare, migliorare e velocizzare in tale contesto l’accesso agli strumenti dell’UE a sostegno della R&S e dell’innovazione, come il settimo Programma quadro».

Infine, il Parlamento conferma la necessità di approfondire il dialogo e le discussioni in corso con i paesi terzi e con i principali partner commerciali dell’UE sul futuro del settore automobilistico e invita pertanto la Commissione a seguire attentamente l’evoluzione nei paesi terzi, in particolare negli Stati Uniti e in Asia, «per garantire parità di condizioni sul piano internazionale, astenendosi dall’adottare misure protezionistiche e discriminatore sul mercato mondiale dell’auto». Chiede inoltre di garantire un accordo equilibrato ed equo tra l’Unione europea e la Corea del Sud prima della conclusione dell’accordo di libero scambio.

Articolo tratto da: Parlamento Europeo