Cuochi: la categoria a maggior rischio di infortunio nel settore alberghiero e della ristorazione.

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I cuochi professionisti sono la categoria più a rischio nel settore della ristorazione ed alberghiero italiano che nel comprende 286mila aziende assicurate. Nel 2008, secondo i dati INAIL le denunce di infortunio sono state 33.500. Scivolamenti, movimenti bruschi e perdita di controllo di utensili e oggetti taglienti tra le cause di incidenti più frequenti.
Nel 2008 sono stati 31 invece i casi mortali, il 68% dei quali è avvenuto però in itinere (nel tragitto casa-lavoro-casa). Un infortunio su tre avviene nei ristoranti (11.347 denunce nel 2008), seguono le mense (7.234), gli alberghi (7.121), i bar (6.234), i villaggi turistici e campeggi (1.777). A essere più colpite sono le donne che denunciamo il 53,6% degli infortuni totali del settore. Le cause più frequenti di infortunio sono gli scivolamenti, i movimenti bruschi e la perdita di controllo degli utensili e degli oggetti taglienti, che determinano soprattutto danni alle mani, alla colonna vertebrale e alle caviglie. In testa alla spiacevole classifica infortunistica i cuochi (22% del totale), seguiti da camerieri( 21%), inservienti (13%), baristi (7%) e rosticcieri/pizzaioli (4%).
Il 20% degli incidenti riguarda i lavoratori stranieri. Nel 2008 le denunce degli immigrati impiegati nel settore sono state 6.802, mentre erano 5.495 nel 2004 (pari al 17% del totale). Per quanto riguarda invece i casi mortali, l’incidenza è contenuta e la media è di 4 vittime l’anno. In totale gli stranieri impiegati nel settore sono oltre 300mila e la maggior parte (60%) è costituito da donne. L’imprenditoria immigrata è un settore in espansione: sono ormai moltissime le imprese straniere in Italia, soprattutto nel settore Alberghi e ristorazione. A gestirle sono soprattutto cinesi (che detengono il 33% del totale) e marocchini. Circa un quarto dei locali etnici si trova in Lombardia, il 12% nel Lazio e l’8% in Veneto.

Articolo tratto da: INAIL