Decreto per il salvataggio della Banca Popolare di Bari

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 Decreto per il salvataggio della Banca Popolare di Bari

Salvataggio Banca Popolare di Bari: pubblicato il decreto recante misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno.

É stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 294 del 16 dicembre 2019 il decreto-legge 16 dicembre 2019 n. 142 recante Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento.

Le misure sono volte a partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari, sottoposta venerdì 13 dicembre alla procedura di Amministrazione Straordinaria da parte della Banca d’Italia.

Il decreto consta di soli tre articoli, di cui il secondo ed il terzo dedicati rispettivamente alla individuazione delle risorse economiche ed all’entrata in vigore della norma. Il decreto entra in vigore a partire dal 17 dicembre 2019 ma dovrà essere presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il primo articolo invece rimanda all’emanazione di uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze con cui destinare fondi ad Invitalia fino ad un tetto massimo di 900 milioni di euro affinché questa promuova … lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, da realizzarsi mediante operazioni finanziarie, anche attraverso il ricorso all’acquisizione di partecipazioni al capitale di società bancarie e finanziarie, di norma società per azioni, e nella prospettiva di ulteriori possibili operazioni di razionalizzazione di tali partecipazioni.

Art. 1 DL n. 142/2019
Articolo 1
Ricapitalizzazione della Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale
1. Con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze sono assegnati in favore dell’Agenzia Nazionale per l’attrazione investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A. – Invitalia, contributi in conto capitale, fino all’importo complessivo massimo di 900 milioni di euro per l’anno 2020, interamente finalizzati al rafforzamento patrimoniale mediante versamenti in conto capitale in favore di Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale S.p.A. affinché questa promuova, secondo logiche, criteri e condizioni di mercato, lo sviluppo di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese e dell’occupazione nel Mezzogiorno, da realizzarsi mediante operazioni finanziarie, anche attraverso il ricorso all’acquisizione di partecipazioni al capitale di società bancarie e finanziarie, di norma società per azioni, e nella prospettiva di ulteriori possibili operazioni di razionalizzazione di tali partecipazioni.
1-bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, la Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale S.p.A., ovvero la società di cui al comma 2, in caso di costituzione della medesima, riferiscono su base quadrimestrale alle Commissioni parlamentari competenti per materia sull’andamento delle operazioni finanziarie di cui al comma 1, anche con riferimento ai profili finanziari e all’andamento dei livelli occupazionali, e presentano altresì alle Camere, entro il 31 gennaio di ciascun anno, a decorrere dall’anno 2021, una relazione annuale sulle medesime operazioni finanziarie realizzate nel corso dell’anno precedente. All’atto dell’eventuale costituzione della società di cui al comma 2, il Ministro dell’economia e delle finanze presenta alle Camere una relazione sulle scelte operate, sulle azioni conseguenti e sui programmi previsti.
2. A seguito delle iniziative poste in essere dalla banca in attuazione del comma 1, con decreto del Ministro dell’economia delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, può essere disposta la sua scissione con costituzione di nuova società, alla quale sono assegnate le attività e partecipazioni acquisite ai sensi del comma 1. Le azioni rappresentative dell’intero capitale sociale della società sono attribuite, senza corrispettivo, al Ministero dell’economia e delle finanze.
3. Alla società di nuova costituzione di cui al comma precedente non si applicano le disposizioni del decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175. Resta ferma la disciplina in materia di requisiti di onorabilità, professionalità e autonomia degli amministratori prevista dal testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385. La nomina del Consiglio di amministrazione della società è effettuata dal Ministro dell’economia e delle finanze di concerto con il Ministro dello sviluppo economico.
4. Tutti gli atti e le operazioni poste in essere per l’attuazione dei commi precedenti sono esenti da imposizione fiscale, diretta e indiretta, e da tassazione.
5. Le eventuali risorse di cui al comma 1 non più necessarie alle finalità di cui al presente decreto sono quantificate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze e trasferite, anche mediante versamento all’entrata del bilancio dello Stato e successiva riassegnazione alla spesa, al capitolo di provenienza.