Decreto per lo sblocco del Patto di stabilità interno. 128 i Comuni che beneficeranno della esclusione dal patto di stabilità.

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È stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 31 ottobre 2014 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 28 ottobre 2014 concernente l’individuazione dei Comuni che beneficiano della esclusione dal patto di stabilità interno e dell’importo delle opere da escludere, ai sensi dell’articolo 4, commi 3 e 4, del Decreto-legge n. 133 del 2014 (cd decreto “Sblocca Italia”).
Il DPCM attuativo dello “Sblocca Italia” assegna a 128 Comuni spazi di patto di stabilità interno per il 2014 per quasi 200 milioni di euro. 
Lo sblocco del patto consentirà il finanziamento e l’esecuzione di 269 opere ritenute prioritarie dalle amministrazioni comunali.
Il decreto è l’atto conclusivo della procedura avviata lo scorso 2 giugno dal Presidente Matteo Renzi con la lettera in cui invitava i Sindaci “a segnalare al governo una caserma bloccata, un immobile abbandonato, un cantiere fermo, un procedimento amministrativo da accelerare nel loro comune”.
Alla Presidenza sono giunte, dal 2 al 16 giugno – termine ultimo indicato nella lettera – 1.467 richieste. Tra queste, 333 riguardavano lo sblocco del patto di stabilità interno.
Come previsto dal decreto “Sblocca Italia”, il Dipartimento per il coordinamento amministrativo ha quindi proceduto a individuare i Comuni beneficiari dell’esclusione e l’importo dei pagamenti da escludere, secondo tre criteri:

  1. le opere alle quali si riferiscono i pagamenti dovevano essere state preventivamente previste nel Piano Triennale delle opere pubbliche (o dovevano essere d’importo inferiore a 100.000 euro e quindi esenti dall’obbligo d’inserimento nel Piano);
  2. i pagamenti dovevano riguardare opere realizzate, in corso di realizzazione o per le quali fosse possibile l’immediato avvio dei lavori da parte dell’ente locale richiedente;
  3. i pagamenti per i quali viene richiesta l’esclusione del patto di stabilità devono essere effettuati entro il 31 dicembre 2014.

In seguito all’istruttoria sono state dichiarate inammissibili 64 domande. Tutte le altre sono state invece accolte per l’intero importo, poiché l’ammontare complessivo, pari a 198.081.597,39 euro, è risultato inferiore ai 250 milioni stanziati col decreto.
Nel dettaglio, le domande ammesse sono giunte da 61 province di quasi tutte le regioni, con una prevalenza per Lombardia (76) e Piemonte (38).
Tra le opere segnalate, le più frequenti riguardavano la realizzazione o la manutenzione di strade (90 richieste), seguita da interventi su immobili (39) o su scuole (39), cimiteri (18), impianti sportivi (17), beni culturali (14), territorio (11), rete idrica fognaria (9), ecologia ambientale (6) e altri interventi di varia natura (26).
L’intervento maggiore dal punto di vista economico sarà la messa in sicurezza e bonifica dell’area di Micorosa (ex petrolchimico) a Brindisi, per il quale sono stati liberati 48 milioni di euro, quello minore sarà invece la manutenzione straordinaria della scala esterna della scuola primaria di Borgone Susa (Torino) con 3.599 euro..