Cosa prevede il decreto sicurezza bis, convertito in legge

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 Cosa prevede il decreto sicurezza bis, convertito in legge

Nella seduta di lunedì 5 agosto il Senato ha approvato, definitivamente, senza emendamenti nè articoli aggiuntivi, il testo licenziato dalla Camera della conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge n. 53, recante disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica. L’approvazione, condizionata alla fiducia al Governo, è avvenuta con 160 voti favorevoli, 57 contrari e 21 astensioni.

Cosa prevede il Decreto Sicurezza Bis

Il decreto Sicurezza bis (DL 53/2019) è un provvedimento voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il decreto, nel testo convertito in legge, si compone di 18 articoli: I primi quattro, posti sotto il Capo I (Disposizioni urgenti in materia di contrasto all’immigrazione illegale e di ordine e sicurezza pubblica)  riguardano il soccorso in mare dei migranti ed il controllo dell’immigrazione. Gli articoli successivi modificano il codice penale prevedendo una stretta sulla gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni di protesta e sportive. Ecco i punti principali:

  • Limitazioni per le navi delle ONG
    Il ministro dell’Interno può limitare o vietare l’ingresso, il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica limitatamente alle violazioni delle leggi di immigrazione vigenti.
  • Sanzioni economiche per le navi che violano i divieti
    In caso di violazione del divieto di ingresso il comandante della nave va incontro a una sanzione che va da 150.000 a un milione di euro. Come sanzione aggiuntiva è previsto il sequestro della nave.
  • Arresto in flagranza del capitano della nave
    Il capitano della nave, se contravviene al divieto di ingresso o transito nelle acque territoriali e non si ferma davanti allo stop intimato dalle autorità può essere immediatamente arrestato.
  • Fondi per la lotta contro i clandestini
    Previsto un fondo di € 500.000 per il 2019, di 1 milione di euro per il 2020 e 1,5 milioni per il 2021 finalizzato al contrasto al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per operazioni di polizia sotto copertura.
  • Niente oggetti per i manifestanti
    Chi, nel corso di una manifestazione, usa senza giustificato motivo caschi protettivi o qualunque altro mezzo che rende difficoltoso il riconoscimento della persona è punito con una pena da 2 a 3 anni e rischia una multa fino ad € 6.000. É punito con la reclusione da 1 a 4 anni chi nel corso delle manifestazioni lancia o utilizza illegittimamente, in modo da creare un concreto pericolo per l’incolumità delle persone, razzi, bengala, fuochi d’artificio, petardi, fumogeni, gas urticanti oppure bastoni, mazze, oggetti contundenti o comunque atti a offendere.
  • Inasprimento delle pene per i manifestanti
    Pene più severe per i reati commessi durante le manifestazioni e diventa un’aggravante il fatto di commettere il reato di violenza o minaccia a pubblico ufficiale, resistenza a pubblico ufficiale o violenza o minaccia a un corpo politico, amministrativo o giudiziario se commesso nel corso di manifestazioni. Infine non è più prevista l’archiviazione per «lieve tenuità del fatto» per chi commette reati di violenza, oltraggio o resistenza a pubblico ufficiale».
  • Danneggiamento beni mobili o immobili
    Chiunque distrugge, disperde, deteriora o rende in tutto o in parte inservibili cose mobili o immobili altrui in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico è punito con la reclusione da 1 a 5 anni.
  • Daspo rafforzato per gli eventi sportivi
    Nelle manifestazioni sportive viene previsto il Daspo, il provvedimento che vieta l’ingresso negli impianti, per «coloro che siano denunciati per aver preso parte attiva a episodi di violenza su persone o cose in occasione o a causa di manifestazioni sportive, o che nelle medesime circostanze abbiano incitato, inneggiato o indotto alla violenza; per «coloro che risultino aver tenuto, anche all’estero, sia singolarmente che in gruppo, una condotta finalizzata alla partecipazione attiva a episodi di violenza, di minaccia o di intimidazione»; per «coloro che risultino denunciati o condannati, anche con sentenza non definitiva, nel corso dei cinque anni precedenti». E’ poi prevista la reclusione da 6 mesi a 5 anni nei confronti di chi commette atti di violenza o minaccia nei confronti di arbitri e altri soggetti che assicurano la regolarità tecnica delle manifestazioni.
  • Nuove assunzioni
    Il ministero della Giustizia è autorizzato ad assumere fino a 800 persone, con contratto a tempo determinato di un anno, come personale amministrativo non dirigenziale e a stanziare «3.518.433 euro per il 2019 e 24.629.026 per il 2020».
  • Buoni pasto e divise per la polizia
    Aumentati da 4 a 7 euro i buoni pasto della polizia e stanziate risorse per il miglioramento e il ricambio del vestiario del personale.
  • Aumento straordinari per vigili del fuoco
    Aumentato il monte ore annuo di straordinario per i vigili del fuoco. L’aumento sarà di 259.890 ore nel 2019 e 340.000 ore a decorrere dal 2020.
  • Affitti brevi e turistici
    L’art. 5, modificando l’art. 109 del TULPS, prevede che nel caso di soggiorni inferiori a 24 ore in una struttura ricettiva la comunicazione delle generalità da parte dei gestori debba avvenire entro 6 ore dall’ingresso (e non entro le 24 come sino ad ora). L’entrata in vigore di questa norma è però subordinata a un decreto del Viminale che dovrà prevedere le modalità di comunicazione telematica alle questure.