Delega orale per la sostituzione dell’avvocato in udienza.

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Secondo il CNF, la previsione di cui all’art. 14, 2 comma ultimo capoverso della legge 247/2012 per cui “gli avvocati possono farsi sostituire da altro avvocato, con incarico anche verbale”  e senza altro onere probatorio, è coerente con i caratteri della funzione che l’avvocato esercita e con l’affidamento che di per sé genera quanto a coerenza con i valori e diritti che, rispettivamente, incarna e tutela.
In quest’ottica, la dichiarazione dell’avvocato che si accrediti quale sostituto di un collega per averne ricevuto delega orale, rileva di per sé ed a prescindere da qualsiasi profilo probatorio fermo rimanendo che ogni eventuale irregolarità troverebbe specifica sanzione deontologica ed anche penale (art. 483 c.p.).
Il parere del CNF, in ordine alle modalità di esercizio della facoltà spettante all’avvocato di incaricare un altro avvocato come proprio sostituto di udienza ai sensi del secondo comma
dell’art. 14, Legge n. 247/2012, è quindi nel senso che l’avvocato, ferma la sua eventuale
responsabilità di stampo professionale nei confronti del cliente, deontologica ed anche penale per dichiarazioni false, possa farsi sostituire in udienza, conferendo incarico orale ad un Collega senz’altro onere probatorio né del conferente – che non deve necessariamente essere presente in udienza seppur al solo fine del conferimento della delega – né del delegato che non è tenuto ad esibire alcuna prova dell’incarico conferitogli diversa dall’affermazione di averlo ricevuto.

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