Elezioni europee 2019: come e quando si vota

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 Elezioni europee 2019: come e quando si vota

Le prossime elezioni europee si terranno tra il 23 e il 26 maggio 2019 e daranno a tutti i cittadini maggiorenni dell’UE la possibilità di scegliere chi li rappresenterà al Parlamento europeo.
Le ultime elezioni europee, nel 2014, sono state le più grandi elezioni transnazionali che si siano mai svolte in contemporanea. Ogni cinque anni i cittadini dell’UE possono scegliere i propri rappresentanti al Parlamento europeo, l’istituzione che è eletta direttamente e difende i loro interessi nell’ambito del processo decisionale dell’Unione. All’interno dell’UE le prassi di voto variano, ma esistono anche alcuni elementi comuni.
Le elezioni europee del maggio 2019 avranno un effetto diretto sulla vita dei cittadini europei. Decideranno in che modo l’Europa agirà nei prossimi anni per affrontare, ad esempio, i temi dell’occupazione, dell’impresa, della sicurezza, della migrazione e dei cambiamenti climatici.

Come esprimere il voto
Anche se esistono alcune norme comuni riguardo alle elezioni, alcuni aspetti possono variare di paese in paese, come la possibilità di votare per posta o di votare dall’estero.
Nel nostro paese le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia sono regolate dalla Legge 24 gennaio 1979, n. 18.
I cittadini europei che vivono in un altro paese dell’UE avranno la possibilità di votare in quel paese per il proprio deputato al Parlamento europeo.

Quanti deputati sono eletti in ogni paese?
La ripartizione dei seggi è stabilita dai trattati europei. Tiene conto della popolazione di ciascun paese, anche se i paesi più piccoli dispongono di un numero di seggi superiore a quello che corrisponderebbe alla proporzionalità applicata in senso stretto. Attualmente il numero di deputati al Parlamento europeo varia tra i 6 di Malta, Lussemburgo, Cipro ed Estonia e i 96 della Germania.

Sistema elettorale
In base alle norme, nelle elezioni dei deputati al Parlamento europeo deve essere applicata una forma di rappresentanza proporzionale. Il sistema garantisce che, se un partito ottiene il 20 % dei voti, avrà anche circa il 20 % dei seggi; in questo modo, tutti i partiti politici, dai più grandi ai più piccoli, hanno la possibilità di inviare propri rappresentanti al Parlamento europeo. Ogni paese ha la libertà di decidere su molti altri aspetti importanti della procedura di voto. Ad esempio, alcuni paesi suddividono il proprio territorio in circoscrizioni elettorali regionali; altri, invece, sono costituiti da un’unica circoscrizione elettorale.

Giorni delle votazioni
I paesi dell’UE hanno diverse tradizioni di voto e ciascuno può fissare la data precisa delle elezioni su un arco di quattro giorni, da giovedì (giorno in cui si vota solitamente nei Paesi Bassi) a domenica (quando si svolgono le elezioni nella maggior parte degli altri paesi).

Chi si candida alle elezioni?
I candidati si presentano alle elezioni in quanto membri di partiti politici nazionali ma, una volta eletti deputati al Parlamento europeo, la maggior parte di loro decide di aggregarsi a gruppi politici transnazionali. La maggior parte dei partiti nazionali è affiliata a un partito politico a livello europeo (vedi sotto per maggiori informazioni); uno dei grandi interrogativi della notte elettorale, quindi, è quale di questi gruppi europei avrà il maggior peso nella nuova legislatura.

Partecipazione alla scelta del Presidente della Commissione
Nelle elezioni del 2014 i principali partiti politici europei hanno nominato per la prima volta i rispettivi candidati alla presidenza della Commissione, l’organo esecutivo dell’UE. Il candidato del Partito popolare europeo ha assunto la carica di Presidente della Commissione dopo aver ottenuto l’approvazione della maggioranza del nuovo Parlamento.

Articolo tratto da: Parlamento Europeo