2 giugno, Festa della Repubblica Italiana

2 giugno, Festa della Repubblica Italiana

Riferimenti

La Festa della Repubblica Italiana è stata istituita con Decreto legislativo del capo provvisorio dello stato  del 28 maggio 1947, n. 387 (in Gazz. Uff., 31 maggio, n. 123) recante “Dichiarazione di festa nazionale e di giorno festivo a tutti gli effetti civili del giorno 2 giugno 1947, primo anniversario del plebiscito popolare che ha instaurato la Repubblica italiana”.
La celebrazione del 2 giugno è posta infatti a ricordo della nascita della Repubblica all’esito del referendum istituzionale del 2 e il 3 giugno 1946, indetto a suffragio universale, con il quale gli italiani venivano chiamati ad esprimersi su quale forma di governo – monarchia o repubblica – dare al Paese, in seguito alla caduta del fascismo.
La sera del 10 giugno, alle ore 18.00, nella Sala della Lupa a Montecitorio, la Corte di Cassazione diede lettura dei risultati provvisori del referendum, così come erano giunti dalle prefetture: 12.718.019 voti per la repubblica e 10.709.423 favorevoli alla monarchia.
La notte del 12 giugno il governo si riunì e, il 13 giugno, il Consiglio dei ministri deliberò che, in base all’art. 2 del decreto legislativo luogotenenziale nº 98 del 16 marzo 1946, le funzioni di Capo provvisorio dello Stato fossero assunte dal Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.
Dopo 85 anni di regno l’Italia diventava repubblica e i monarchi di casa Savoia venivano esiliati.
Prima della fondazione della Repubblica, la festa nazionale italiana era la prima domenica di giugno, festa dello Statuto albertino.
Con la legge 5 marzo 1977, n.54, a causa della congiuntura economica sfavorevole, la Festa della Repubblica fu spostata alla prima domenica di giugno.
Solamente nel 2001 su impulso dell’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, il secondo governo Amato, con la legge n. 336 del 20 novembre 2000, riportò le celebrazioni al 2 giugno, che quindi tornò ad essere un giorno festivo.
Nel giugno del 1948 per la prima volta in Via dei Fori Imperiali a Roma ospitò la parata militare in onore della Repubblica. L’anno seguente, con l’ingresso dell’Italia nella NATO, se ne svolsero dieci in contemporanea in tutto il Paese mentre nel 1950 la parata fu inserita per la prima volta nel protocollo delle celebrazioni ufficiali.
Attualmente il cerimoniale prevede la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto presso l’Altare della Patria e una parata militare alla presenza delle più alte cariche dello Stato.
Alla parata militare e durante la deposizione della corona d’alloro presso il Milite Ignoto, prendono parte tutte le Forze Armate, tutte le Forze di Polizia della Repubblica ed il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e della Croce Rossa Italiana. Nel 2005, l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ordinò che sfilassero anche il Corpo di Polizia Municipale di Roma in rappresentanza di tutte le Polizie Locali d’Italia ed il personale civile della Protezione Civile. Prendono inoltre parte alla parata militare alcune delegazioni militari dell’ONU, della NATO, dell’Unione Europea e rappresentanze di reparti multinazionali che presentano una componente italiana.
Dalla sua istituzione sino alla sua temporanea abolizione, la parata militare poteva contare sulla sfilata di maggiore personale. Dopo la re-introduzione l’organico defilante fu ridotto notevolmente e nel 2006 venne praticamente eliminata la presenza di mezzi terrestri ed aerei per ragioni di bilancio.
La cerimonia prosegue nel pomeriggio con l’apertura al pubblico dei giardini del palazzo del Quirinale, sede della Presidenza della Repubblica Italiana, con esecuzioni musicali da parte dei complessi bandistici dell’Esercito Italiano, della Marina Militare Italiana, dell’Aeronautica Militare Italiana, dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, del Corpo di Polizia Penitenziaria e del Corpo Forestale dello Stato.

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