IMU: ravvedimento operoso “sprint” e “breve”.

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Il 2 luglio è scaduto il termine per il “ravvedimento sprint” e pagare la prima rata IMU con una mini-sanzione qualora non si fosse provveduto a versare il primo acconto IMU entro il 18 giugno.
Il cosiddetto “ravvedimento sprint”, introdotto nell’ordinamento con le modifiche apportate
dall’articolo 23, comma 31, del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011  al comma 1
dell’articolo 13 del decreto legislativo 471/1997, consente al contribuente di sanare il ritardo nel versamento con
la penalità giornaliera ridotta (riduzione ad un quindicesimo della sanzione del 3% per ciascun giorno di ritardo, pari allo 0,2%). Chi “dimentica” di pagare le imposte nei termini, ma provvede entro pochi giorni, ha pertanto a disposizione questo tipo di rimedio che si aggiunge
ravvedimento “breve” o “mensile” per chi effettua il versamento entro
il 30° giorno dalla scadenza  e al ravvedimento “lungo” o “annuale”.
Il “ravvedimento sprint ha permesso quindi di mettersi in regola con il pagamento della prima rata IMU entro 14 giorni dalla scadenza del 18 giugno – ovvero entro il 2 luglio – con una maggiorazione minima pari allo 0,2% al giorno dell’importo non versato. Considerando il termine di 2 settimane, la sanzione può giungere ad un massimo del 2,80%. Oltre alla sanzione, il contribuente dovrà pagare gli interessi legali fissati al 2,5% dal 1° gennaio 2012.
Per chi avesse saltato anche la scadenza del 2 luglio, purché il ritardo resti compreso tra i 15 e i 30 giorni si passa al “ravvedimento breve” che comporta una sanzione fissa nella misura del 3% dell’importo da versare a cui vanno aggiunti i soliti interessi di mora che scattano con decorrenza 18 giugno. Se il ritardo dovesse superare i 30 giorni, è prevista una sanzione del 3,75% più gli interessi che decorrono sempre dalla data della prima scadenza dell’acconto.