Il negazionismo dell’olocausto del popolo ebraico è reato.

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La Camera dei deputati nella seduta dell’8 giugno 2016 ha definitivamente approvato la proposta di legge (n. 2874-B), che punisce il c.d. negazionismo dell’Olocausto del popolo ebraico ossia del genocidio degli ebrei da parte della Germania nazista.
Secondo tale teoria, l’Olocausto sarebbe un’enorme finzione, funzionale alla demonizzazione della Germania, alle politiche sotterraneamente perseguite dai circoli ebraici mondiali e alla creazione e difesa dello Stato d’Israele.
L’articolo unico della proposta di legge modifica la c.d. legge Mancino (legge n. 654 del 1975) di ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale.
Detta legge all’articolo 3 già punisce, salvo che il fatto costituisca più grave reato:
a) chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000) e
b) chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (con la reclusione da sei mesi a quattro anni).
Il comma 3 dell’art. 3 della legge n. 654 vieta, inoltre, ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, e ne sanziona con pene detentive la partecipazione (da sei mesi a quattro anni) e la promozione o direzione (da uno a sei anni).
La legge di riforma inserisce in calce all’articolo 3 della legge 654 un comma aggiuntivo 3-bis.
Tale disposizione prevede la reclusione da 2 a 6 anni nei casi in cui la propaganda, l’istigazione e l’incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondino “in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra”
come definiti dallo Statuto della Corte penale internazionale (art. 6, crimine di genocidio; art. 7, crimini contro l’umanità; art. 8, crimini di guerra), ratificato dall’Italia con la legge n. 232 del 1989.

La legge (Legge 16 giugno 2016, n. 115 recante Modifiche all’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale ) è stata quindi pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 149 del 28 giugno 2016 ed entrerà in vigore il prossimo 13 luglio 2016.

 

Legge 16 giugno 2016, n. 115
Art. 1
1. All’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: «3-bis. Si applica la pena della reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l’istigazione e l’incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232».