Ricorso per Cassazione: il CNF firma due protocolli relativi alla proposizione dei ricorsi, uno in materia civile e tributaria, l’altro in materia penale.

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 Ricorso per Cassazione: il CNF firma due protocolli relativi alla proposizione dei ricorsi, uno in materia civile e tributaria, l’altro in materia penale.

Il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giorgio Santacroce, e il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin, hanno stipulato giovedì 17 dicembre due Protocolli relativi alla proposizione dei ricorsi per Cassazione: uno per la materia civile e tributaria uno per la materia penale.
L’obiettivo, da un lato, è quello di favorire la chiarezza e la sinteticità degli atti processuali e di formulare raccomandazioni per la redazione dei ricorsi funzionale a facilitarne la lettura e la comprensione e, dall’altro, di dare maggiori certezze agli avvocati circa l’ammissibilità degli stessi. L’auspicio è che il giudizio di legittimità sia reso più veloce ed efficace.

I presupposti del protocollo d’intesa
Il protocollo d’intesa vede i suoi presupposti nella presa d’atto:

  1. delle difficoltà ingenerate nella gestione dei procedimenti innanzi alla Corte di Cassazione: a) dal moltiplicarsi di ricorsi, controricorsi e memorie sovradimensionati nell’esposizione di motivi ed argomentazioni, da un lato, e b) dalla riscontrata difficoltà di definire in modo chiaro e stabile il senso e i limiti del c.d. principio di autosufficienza del ricorso affermata dalla giurisprudenza, dall’altro;
  2. che il sovradimensionamento degli atti difensivi di parte possa essere di ostacolo alla effettiva comprensione del loro contenuto essenziale con effetti negativi sulla chiarezza e celerità della decisione;
  3. che il suddetto sovradimensionamento possa essere, almeno in parte, frutto della ragionevole preoccupazione dei difensori di non incorrere nelle censure di inammissibilità per difetto di autosufficienza, con la conseguente necessità che di tale principio meglio si definiscano i precisi limiti alla luce di effettivi e concreti dati normativi;
  4. che una significativa semplificazione possa derivare dall’adozione di un modulo redazionale dei ricorsi, che ne definisca i limiti di contenuto e ne agevoli l’immediata comprensione da parte del giudicante, senza che l’eventuale mancato rispetto della regola sui limiti dimensionali comporti un’automatica sanzione di tipo processuale.

Al fine di risolvere dette problematiche è stata creata una commissione di lavoro composta da Magistrati della Corte di Cassazione e da Consiglieri del CNF con lo scopo di affrontare, su due separati tavoli, problemi relativi al processo penale e al processo civile.
La Commissione nel corso dei suoi incontri ha inteso individuare i criteri di stesura degli atti di ricorso ispirati a sinteticità e comprensibilità. Parimenti, detta Commissione si è interrogata sul contenuto del principio di autosufficienza al fine di elaborare un criterio volto a definirne i confini.
In relazione al rito penale, come primo obiettivo, sono stati individuati i criteri di redazione dei ricorsi e le modalità utili a dare attuazione al principio di autosufficienza delle impugnazioni.
Nel documento conclusivo, elaborato congiuntamente, sono stati abbandonati riferimenti alla quantificazione delle pagine del ricorso che non apparivano congrui rispetto al fine perseguito.
Più utile è stato il riferimento a criteri di sinteticità̀ e chiarezza da adottare e promuovere non solo quale metodo di esposizione ma anche quale requisito culturale da porre alla base della comune formazione.
Sono state quindi elaborate una serie di indicazioni tecniche volte a dare uniformità ai criteri di stesura.
Lo schema relativo alla redazione del ricorso risponde a criteri sistematici volti a dare applicazione ai richiamati principi.
Quanto al ricorso in materia penale i motivi, esposti separatamente in relazione alle singole doglianze, dovranno essere articolati in EPIGRAFE – ESPOSIZIONE – PRECISAZIONI intese queste ultime come oggetto, contenuto, implicazioni del vizio dedotto.
In relazione al requisito dell’autosufficienza gli atti oggetto di doglianza dovranno essere specificamente indicati nel corpo dei motivi con ciò evitando integrali copiature degli stessi.
In calce al ricorso andrà compilato un elenco degli atti menzionati ed utili alla valutazione, indicando per ciascuno di essi la posizione nel fascicolo processuale, così da agevolarne la consultazione.

Il principio di autosufficienza
Il rispetto del principio di autosufficienza non comporta un onere di trascrizione integrale nel ricorso e nel controricorso di atti o documenti ai quali negli stessi venga fatto riferimento. Il sunnominato principio deve ritenersi rispettato, anche per i ricorsi di competenza della Sezione tributaria, quando:

  1. ciascun motivo articolato nel ricorso risponda ai criteri di specificità imposti dal codice di rito;
  2. nel testo di ciascun motivo che lo richieda sia indicato l’atto, il documento, il contratto o l’accordo collettivo su cui si fonda il motivo stesso (art. 366, c. 1, n. 6), cod. proc. civ.), con la specifica indicazione del luogo (punto) dell’atto, del documento, del contratto o dell’accordo collettivo al quale ci si riferisce;
  3. nel testo di ciascun motivo che lo richieda siano indicati il tempo (atto di citazione o ricorso originario, costituzione in giudizio, memorie difensive, ecc.) del deposito dell’atto, del documento, del contratto o dell’accordo collettivo e la fase (primo grado, secondo grado, ecc.) in cui esso è avvenuto;
  4. siano allegati al ricorso (in apposito fascicoletto, che va pertanto ad aggiungersi all’allegazione del fascicolo di parte relativo ai precedenti gradi del giudizio) ai sensi dell’art. 369, secondo comma, n. 4, cod. proc. civ., gli atti, i documenti, il contratto o l’accordo collettivo ai quali si sia fatto riferimento nel ricorso e nel controricorso.

Regole tipografiche
Sia in materia civile che penale sono indicate delle regole tipografiche che consentano una facile lettura del ricorso.
Occorre utilizzare utilizzare fogli A4, mediante caratteri di tipo corrente (ad es. Times New Roman, Courier, Arial o simili) e di dimensioni di almeno 12 pt nel testo, con un’interlinea di 1,5 e margini orizzontali e verticali di almeno cm. 2,5 (in alto, in basso, a sinistra e a destra della pagina: queste indicazioni valgono anche per la redazione di controricorsi e memorie).
Il protocollo in materia penale prevede margini leggermente diversi, con specificazione per il margine sinistro di 3,5 cm (così che non sia di impedimento in caso di fascicolazione) e suggerimento del carattere verdana in quanto facilita la modificazione del formato).