Riforma del rito abbreviato: sarà escluso per i reati per cui è prevista la pena dell’ergastolo

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Nella seduta del 2 aprile 2019, il Senato, con 168 voti favorevoli, 48 contrari e 43 astensioni, ha approvato definitivamente il ddl n. 925 relativo alla inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo.

Come noto il giudizio abbreviato, disciplinato dagli artt. 438 e ss. del Codice di Procedura Penale, è un rito speciale caratterizzato dall’omissione del dibattimento per cui il procedimento viene definito nella fase dell’udienza preliminare, con decisione assunta dal giudice sulla base agli atti delle indagini preliminari. Inoltre, ad oggi e sino all’entrata in vigore legge di riforma, «in caso di condanna, la pena che il giudice determina tenendo conto di tutte le circostanze è diminuita della metà se si procede per una contravvenzione e di un terzo se si procede per un delitto. Alla pena dell’ergastolo è sostituita quella della reclusione di anni trenta. Alla pena dell’ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, è sostituita quella dell’ergastolo». (art. 442, 2 comma c.p.p.).

A seguito del provvedimento di riforma, che interviene sul testo degli artt. 438, 441-bis, 442 e 429 del codice di procedura penale, non sarà più ammissibile il giudizio abbreviato per i delitti per i quali la legge prevede la pena dell’ergastolo e, quindi, non si potrà più beneficiare della sostituzione della pena dell’ergastolo con quella della reclusione di anni trenta

L’articolo 1 della legge modifica l’articolo 438 c.p.p. prevedendo quanto segue:

  • dopo il comma 1 è inserito il seguente comma «1-bis. Non è ammesso il giudizio abbre- viato per i delitti puniti con la pena dell’ergastolo»;
  • rivisto il testo del comma 6 che ora assume il seguente tenore «In caso di dichiarazione di inammis- sibilità o di rigetto, ai sensi, rispettivamente, dei commi 1-bis e 5, la richiesta può essere riproposta fino al termine previsto dal comma 2»;
  • Aggiunto il comma 6-ter. «Qualora la richiesta di giudizio abbreviato proposta nell’udienza preliminare sia stata dichiarata inammissibile ai sensi del comma 1-bis, il giudice, se all’esito del di- battimento ritiene che per il fatto accertato sia ammissibile il giudizio abbreviato, ap- plica la riduzione della pena ai sensi dell’articolo 442, comma 2».

L’articolo 2 modifica l’articolo 441-bis c.p.p., che disciplina l’ipotesi di nuove contestazioni del pubblico ministero nel corso del giudizio abbreviato. Il provvedimento, inserendo un comma 1-bis, specifica che se le nuove contestazioni del PM riguardano un delitto punito con l’ergastolo, il giudice revoca l’ordinanza con cui è stato disposto il rito abbreviato e il procedimento penale prosegue nelle forme ordinarie

L’articolo 3 interviene sull’articolo 442, comma 2, c.p.p., relativo all’entità della pena applicabile in caso di giudizio abbreviato conclusosi con sentenza di condanna. Segnatamente il secondo e il terzo periodo del comma 2 dell’articolo 442 del codice di procedura penale sono abrogati.
In pratica sono eliminate le attuali previsioni sulla trasformazione, rispettivamente, della pena dell’ergastolo in reclusione di anni 30, e della pena dell’ergastolo con isolamento diurno in ergastolo che non hanno più ragione di essere stante l’esclusione del rito speciale per i reati puniti con tali pene.

L’articolo 4 modifica l’articolo 429 c.p.p., che disciplina il decreto che, all’esito dell’udienza preliminare, dispone il giudizio. Con l’inserimento di un comma 2-bis, il provvedimento prevede che se, all’esito dell’udienza preliminare, l’originaria imputazione per delitto punito con l’ergastolo viene derubricata dal GUP, con il decreto di rinvio a giudizio lo stesso giudice deve avvisare l’imputato della possibilità di richiedere, entro 15 giorni, il rito abbreviato. «2-bis. Se si procede per delitto punito con la pena dell’ergastolo e il giudice dà al fatto una definizione giuridica diversa da quella enunciata nell’imputazione, tale da rendere ammissibile il giudizio abbreviato, il decreto che dispone il giudizio contiene an- che l’avviso che l’imputato può chiedere il giudizio abbreviato entro quindici giorni dalla lettura del provvedimento o dalla sua notificazione. Si applicano le disposizioni dell’articolo 458 ».

L’articolo 5 prevede l’entrata in vigore della riforma il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e la sua applicabilità ai fatti commessi successivamente a tale entrata in vigore.