Riforma del processo civile Bonafede: cosa prevede la riforma

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 Riforma del processo civile Bonafede: cosa prevede la riforma

Riforma del processo civile Bonafede: eliminato l’atto di citazione, tutte le cause si introdurranno con ricorso e seguiranno il medesimo rito. Eliminata l’udienza di precisazione delle conclusioni.

Il Consiglio dei ministri, riunitosi il 5 dicembre, ha approvato un disegno di legge di delega al Governo per l’efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie.

La riforma è stata presentata in conferenza stampa dal Guardasigilli Alfonso Bonafede e dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Gli obiettivi dell’intervento sono la semplificazione, una maggiore speditezza e la razionalizzazione delle procedure, salvaguardando il rispetto delle garanzie del contraddittorio.

Il punto focale della riforma è il passaggio ad un solo rito civile introdotto con ricorso e non più con atto di citazione. Il processo davanti al giudice di pace si svolgerà sul modello di quello davanti al tribunale in composizione monocratica, eliminando il tentativo obbligatorio di conciliazione. Verrà eliminata anche l’udienza di precisazione delle conclusioni.

Sintesi delle principali novità della riforma civile del ministro Bonadede

Processo civile di primo grado

  • Passaggio da tre riti ad un rito (prima: giudice di pace, monocratico ordinario, monocratico sommario; adesso: un solo rito)
  • Unico atto introduttivo il ricorso. Viene abolito l’atto di citazione;
  • “Perimetro” della causa viene definito 10 gg. prima della comparizione delle parti davanti al giudice; è prevista la compressione dei termini per lo svolgimento delle varie fasi e l’obbligo, da parte del giudice, quando provvede sulle istanze istruttorie, di predisporre il calendario delle udienze nonché, per le parti, l’obbligo di deposito dei documenti e degli atti esclusivamente con modalità telematiche;
  • Eliminati i tempi morti con la riduzione del numero delle udienze e la eliminazione dell’udienza di precisazione delle conclusioni;
  • Riduzione dei casi in cui il tribunale decide in composizione collegiale.

Giudice di pace

  • Eliminazione dell’obbligatorietà del tentativo di conciliazione;
  • Previsione di una disciplina uguale al procedimento davanti al giudice monocratico.

Grado di appello

  • l’atto introduttivo del giudizio è il ricorso ( come per il primo grado);
  • eliminazione del filtro di inammissibilità;
  • possibilità di decidere alla prima udienza o a quella sulla sospensiva;
  • fase decisionale come il processo monocratico;

Mediazione

  • Viene escluso il ricorso obbligatorio in materia di responsabilità sanitaria, contratti finanziari, bancari ed assicurativi;
  • In materia di scioglimento delle comunioni, che risulta oggi tra quelli con durata più elevata, viene introdotto uno speciale procedimento di mediazione, che dovrà essere condotto da un mediatore, avvocato o notaio, iscritto in uno speciale elenco e si prevede che, in caso di esito negativo della mediazione, la relazione finale redatta dal mediatore sia assunta come base per il successivo procedimento contenzioso.

Negoziazione assistita

  • Viene escluso il ricorso obbligatorio nel settore della circolazione stradale;
  • Viene introdotta l’attività di istruzione stragiudiziale svolta con l’assistenza di tutti gli avvocati, per acquisire elementi utili all’accertamento dei fatti prima dell’inizio di un eventuale processo

Digitalizzazione del processo

  • Deposito di atti e documenti solo con modalità telematiche;
  • Notifiche effettuate sempre in via telematica quando il destinatario è titolare di un indirizzo PEC o un domicilio digitale;
  • Digitalizzazione anche in Cassazione e nei processi avanti al giudice di pace;

Rito del lavoro

  • Eliminazione totale del rito Fornero;

Esecuzioni forzate

  • Processo di esecuzione con coinvolgimento del debitore: in particolare, in tema di espropriazione immobiliare, vengono introdotte nuove norme che mirano a una maggior tutela del debitore;
  • Riduzione dei tempi e dei costi, a vantaggio del creditore, con la previsione che il debitore possa essere autorizzato dal giudice a vendere direttamente il bene pignorato.