Sciopero Giudici di Pace e magistrati onorari dal 21 al 25 novembre 2017

Sciopero Giudici di Pace e magistrati onorari dal 21 al 25 novembre 2017

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Con comunicato del 6 novembre 2017 le Associazioni di categoria hanno indetto l’astensione dalle udienze civili e penali dei giudici di pace, dei giudici onorari di tribunale e dei vice procuratori onorari dal 21 al 25 novembre 2017.

L’astensione è determinata dalla pervicace irremovibilità del Governo, che continua a portare avanti il proprio programma di demolizione della magistratura onoraria, così privando anche quella di ruolo dell’unica risorsa utile a un effettivo e consistente rilancio della funzione giudiziaria.
Il calo della produttività registrata in occasione delle precedenti astensioni è infatti solo una pallida dimostrazione empirica degli effetti devastanti cui conduce la pretesa di ridurre l’apporto quantitativo dei magistrati onorari, impedendo la loro presenza full-time negli uffici giudiziari.
Il contrappeso di questa irragionevole limitazione dovrebbe essere rappresentato, secondo il Governo, dall’ampliamento della consistenza organica della magistratura onoraria, mentre invero non si è in grado di assicurare sin da ora le necessarie tutele economiche e previdenziali neppure ai magistrati già in servizio.
La proroga quadriennale delle disposizioni in vigore precedentemente alla riforma Orlando, in materia di trattamento economico, ha poi consolidato l’odiosa differenziazione dei livelli retributivi rispettivamente previsti per i giudici di pace e per i magistrati onorari di tribunale, sacrificando oltremodo i diritti di questi ultimi e, segnatamente, dei giudici onorari di tribunale, così realizzandosi, a valle della discriminazione generale tra magistrati di ruolo e onorari, quella ulteriore tra questi ultimi tra chi gode di trattamenti più e meno dignitosi.
Questa mercificazione della Giustizia mina l’indipendenza non solo economica dell’intera magistratura ordinaria, corpo unitario che, secondo l’espressa previsione Costituzionale, contempla anche la magistratura onoraria.
Respinta l’ipotesi avallata dal Consiglio di Stato, di applicare a tempo pieno i magistrati onorari e di pace alle rispettive funzioni, con il riconoscimento di un trattamento economico e previdenziale adeguato, alla stregua di quanto già disposto con legge n. 217/1974, si è inteso imbrigliarne le competenze e le potenzialità operative entro una fitta trama di vincoli ordinamentali e di umiliazioni economiche, che mirano a rimarcarne la natura onoraria e temporanea, mantenendoli però in servizio per ulteriori 16 anni!
Tale approccio ossimorico offende l’intelligenza dei cittadini, che mirano ad avere una giustizia efficiente, capace di fornire risposte sollecite ai privati e agli operatori economici, obiettivo che appare peraltro raggiungibile semplicemente riallocando correttamente risorse finanziarie già stanziate, con un ulteriore sforzo minimo, del tutto trascurabile nella cornice dei conseguenti benefici economici e finanziari.
Assentire obbedientemente agli effetti di questa finta riforma significherebbe condividerne la responsabilità morale; e a questo i magistrati onorari italiani intendono sottrarsi senza esitazioni.
Ricorrono quindi all’unico strumento di protesta legittimo nella loro disponibilità, l’astensione dalle udienze, nell’auspicio che il segnale di responsabilità che con tale iniziativa lanciano, non lasci inerti e distratte le istituzioni politiche e la magistratura di ruolo, invero responsabile di avere plaudito, con i propri organi associativi, a questa riforma di facciata, che propaganda come efficientistica una svolta invero reazionaria e iniqua.
La nostra protesta vuole infine essere di sollecito alla Commissione e alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, nelle cui mani sono in parte riposti i nostri destini, purtroppo, ci dispiace dirlo, con speranze maggiori di quelle con cui li abbiamo affidati in passato al nostro Governo e al nostro Parlamento Italiani.
L’auspicio che formuliamo è che la scelta dell’Italia di demandare parte della propria sovranità a organi sovranazionali, possa oggi fruttare il superamento di quei lobbismi particolaristici che certamente offuscano l’immagine già sbiadita della nostra Repubblica, sospingendo lungo un pericoloso piano discendente la certezza del diritto e delle tutele.
Per questi motivi le scriventi associazioni chiedono che le istituzioni seguano quella che è stata definita‘la strada stretta’ indicata dal Consiglio di Stato e prevedano per la magistratura onoraria in servizio, la permanenza nelle funzioni con retribuzione adeguata all’anzianità di servizio e trattamento previdenziale in conformità con quanto imposto dalla normativa eurounitaria, sul modello dei vicepretori onorari delineato con Legge 217/74.
Ciò premesso, le scriventi
proclamano
l’astensione dei giudici onorari di tribunale, dei giudici di pace e dei vice procuratori onorari in servizio nella Repubblica dalle udienze civili e penali e dalle altre attività d’istituto dal 21 al 25 novembre 2017, ai sensi dei rispettivi codici di autoregolamentazione.

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