Misure contro atti persecutori – stalking – e violenza sessuale.

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Sono stati approvati dal Consiglio dei Ministri del 18 giugno 2008, su proposta del Ministro delle Pari opportunità, Maria Rosaria Carfagna, e del Ministro della giustizia, Angelino Alfano, due disegni di legge che predispongono:
“Misure contro gli atti persecutori” e “Misure contro la violenza sessuale”.
Il primo disegno di legge introduce nel codice penale la nuova figura di reato di “atti persecutori” (il cosiddetto “stalking”), nonché una nuova ed idonea misura cautelare e la previsione di strumenti che favoriscano le indagini (in particolare intercettazioni telefoniche, necessarie se si considera che il fenomeno si realizza spesso a mezzo di telefono). In particolare:
Punisce con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie scelte o abitudini di vita;
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato, o da persona che sia stata legata da relazione affettiva;
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso ai danni di un minore;
È previsto l’ergastolo se lo “stalker” (il persecutore) arriva a uccidere la propria vittima.
Il secondo disegno di legge rafforza la tutela penale contro la violenza sessuale; in particolare:
1. introduce il delitto di “violenza sessuale” e quello di “violenza sessuale di gruppo” tra quelli per i quali è previsto l’arresto in flagranza, con conseguente applicazione del rito direttissimo e immediato;
2. introduce aggravanti connesse alle modalità di azione del colpevole, come, per es.: – l’uso di sostanze che riducono la capacità di agire della vittima; – la qualità (di ascendente, genitore adottivo o tutore) dell’autore del reato; – il rapporto di “dipendenza” psicologica fra vittima e colpevole; – lo stato di gravidanza della vittima.