Tornano le bollette telefoniche mensili ma senza alcun vantaggio per i consumatori

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 Tornano le bollette telefoniche mensili ma senza alcun vantaggio per i consumatori

Tornano dal 1° aprile 2018 le bollette telefoniche mensili anziché ogni 4 settimane ma senza alcun vantaggio per i consumatori, che in realtà pagheranno perfino di più sulla singola fattura

Dal 1 aprile 2018 i servizi e le offerte delle compagnie telefoniche dovranno essere valorizzati e fatturati su base mensile e non più ogni 4 settimane e fatturati ogni 8 settimane, come accaduto da un certo punto dello scorso anno sino ad ora.
L’art. 19 quinquiesdecies del D.L. 148/2017 (conv. In legge 172 del 4 dicembre 2017) recante Misure urgenti per la tutela degli utenti dei servizi di telefonia, reti televisive e comunicazioni elettroniche in materia di cadenza di rinnovo delle offerte e fatturazione dei servizi è intervenuto modificando l’art. 1 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (cd. Bersani Bis). Dopo il comma 1 sono stati inseriti i seguenti commi:

1-bis. I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1º agosto 2003, n. 259, prevedono la cadenza di rinnovo delle offerte e della fatturazione dei servizi, ad esclusione di quelli promozionali a carattere temporaneo di durata inferiore a un mese e non rinnovabile, su base mensile o di multipli del mese.
1-ter. Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, si adeguano alle disposizioni di cui al comma 1-bis entro il termine di centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione.
1-quater. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni garantisce la pubblicazione dei servizi offerti e delle tariffe generali di cui al comma 1-bis, in modo da assicurare che i consumatori possano compiere scelte informate.

In verità la norma non determina alcun vantaggio per i consumatori e, prima ancora della sua entrata in vigore, ha già dimostrato la sua inefficacia. Lo scorso anno, infatti, le compagnie telefoniche avevano di fatto ridotto la durata degli abbonamenti mensili fatturando il servizio ogni quattro settimane anziché ogni mese, così riducendo la effettiva durata dell’abbonamento mensile ed al contempo garantendosi una “tredicesima” mensilità. Contro tale pratica commerciale era già  intervenuta l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni prima ancora che il legislatore.
Ora per effetto della legge che si appresta ad entrare in vigore le compagnie telefoniche molto semplicemente ridetermineranno il costo mensile del servizio rapportandolo al numero di giorni di cui si compone ciascun mese.
Tale modifica non comporterà alcuna riduzione di spesa per gli utenti, ma si sostanzierà nella riduzione del numero di canoni di abbonamento addebitati in un anno (da 13 a 12). Per effetto della divisione della spesa annuale per 12 anziché per 13, l’importo di ciascun canone di abbonamento risulterà quindi maggiorato del 8,6%.