TAR Abruzzo Pescara, sez. I, 23 maggio 2009, n. 388

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FATTO E DIRITTO

I- Il Consiglio comunale di Vicoli, come rinnovato a seguito delle elezioni amministrative del 12/13.6.2004 e composto di n. 12 consiglieri, con deliberazione 19.8.2004 n. 16 ha nominato il consigliere di minoranza, Riccitelli Antonio, presso il Consiglio della Comunità Montana Vestina Zona “I” di Penne in qualità, appunto, di rappresentante della minoranza consigliare, composta di quattro consiglieri, del gruppo partecipante alle suddette elezioni amministrative con la lista “Uniti per Vicoli”, essendo il gruppo di maggioranza, cioè quello eletto nella lista collegata al Sindaco eletto, composto di otto consiglieri.
Con nota 21.11.2005 e l’assenso del capogruppo della minoranza, —- , tre consiglieri della maggioranza hanno dichiarato al Sindaco di aderire al gruppo di minoranza “Uniti per Vicoli”.
È stato, quindi, convocato per il 24.11.2005 il Consiglio comunale per la revoca di Riccitelli Antonio in qualità di rappresentante per la minoranza presso il Consiglio della Comunità Montana Vestina e per la contestuale nomina del suo sostituto: questo ordine del giorno è stato contestato da tre consiglieri della iniziale minoranza (Camillo Di Federico, D’Angelo Valerio e Riccitelli Antonio) con nota e fax del 24.11.2005, ma il Consiglio comunale di Vicoli, con deliberazione 24.11.2005 n. 21 ed a seguito di distinte votazioni (quattro voti favorevoli e tre contrari su sette votanti, tutti appartenenti al nuovo ed come sopra ampliato gruppo consigliare di minoranza) ha revocato la nomina di Riccitelli Antonio e nominato in sua sostituzione, sempre in rappresentanza della minoranza, il consigliere, anch’egli di minoranza, —-.
Di quanto sopra il Vice Sindaco ha dato comunicazione alla Comunità Montana con nota del 25.11.2005, il cui Presidente ha, a sua volta, il 28.11.2005 convocato per il 5.12.2005 il Consiglio comunitario per la presa d’atto e la convalida del nuovo rappresentante del Comune.
Riccitelli Antonio, con il ricorso in esame, notificato il 1.12.2005 e depositato in pari data, ha impugnato la deliberazione comunale n. 21/2005 e le consequenziali note del 25 e del 28.11.2005, deducendo l’illegittimità della revoca e della nomina del sostituto per violazione dell’art. 27, II comma, del D.Lgs. 18 agosto 2000 n. 267, dell’art. 9 della L.R. Abruzzo 5 agosto 2003 n. 11 e per eccesso di potere per difetto di motivazione, erronea valutazione dei presupposti e sviamento, atteso che:
1) il rappresentante del gruppo consiliare di minoranza ai fini della sua nomina presso il Consiglio comunitario deve essere espressione della minoranza individuata – come avvenuto a suo tempo, ma non nella fattispecie – ai sensi dell’art. 71 del D.Lgs. n. 267/2000, cioè di quella costituita dal gruppo di consiglieri eletti nella lista o nelle liste non collegate al Sindaco eletto, senza alcuna interferenza della maggioranza nelle relative operazioni di voto, escluso dal precedente art. 27 con il riferimento all’obbligo del voto limitato, ulteriormente stabilito per un solo nominativo dall’art. 9 della L.R. n. 11/2003, allorché ha assegnato tre rappresentanti a ciascun Comune in seno al Consiglio comunitario, di cui uno riservato, appunto, alla minoranza;
2) la revoca del ricorrente è stata disposta senza addurre alcuna motivazione a sua giustificazione, ma solo su richiesta del consigliere —-, a sua volta fondata su una non meglio specificata sopravvenuta carenza di “rappresentatività del gruppo di minoranza in seno al Consiglio della Comunità Montana Vestina di Penne”.
La difesa del controinteressato —- , con la memoria di costituzione in giudizio ha chiesto che il ricorso sia respinto in quanto infondato, replicando ai dedotti gravami e preliminarmente eccependo la sua inammissibilità, per difetto di interesse, avendo il ricorrente ammesso nel corso della seduta consiliare la validità della nuova e diversa minoranza, affermando per di più che la nuova situazione avrebbe, di fatto, determinato la sfiducia al Sindaco e alla precedente maggioranza, ma sostenendo nel ricorso l’illegittimo passaggio alla minoranza dei tre consiglieri di maggioranza solo perché ha poi assunto una decisione a lui sfavorevole.
Il difensore del ricorrente, con memoria depositata il 16.4.2009, ha insistito per l’accoglimento del ricorso, ribadendo tesi e richieste anche in replica alle argomentazioni difensive dedotte dalla difesa del controinteressato.
Questo Tribunale, con ordinanza 15.12.2005 n. 269 ha accolto la domanda cautelare proposta ai sensi dell’art. 21 della legge n. 1034/1971.
II- Così riassunti i termini della controversia, il Collegio considera preliminarmente infondata l’eccezione di inammissibilità del ricorso sollevata dalla difesa del controinteressato, in quanto l’interesse del ricorrente è chiaramente quello di rimuovere il provvedimento che lo ha revocato dalla carica di consigliere presso la Comunità Montana Vestina di Penne e non la nuova costituzione del gruppo di minoranza cui appartiene, né, ovviamente, le sue precedenti considerazioni sulla legittimità della nuova composizione di questo gruppo possono essere intese come una preventiva ed incondizionata acquiescenza anche alle future decisioni del consiglio comunale, qualunque fossero state.
Nel merito, va rilevato che la giurisprudenza amministrativa, da cui il Collegio non ha motivo per dissentire (Cons. Stato, Sez. V: 23 gennaio 2007 n. 1999, 27 aprile 2006 n. 2367; 7 settembre 2004 n. 5864; TAR Campania, Napoli, Sez. I, 13 aprile 2006 n. 3590) ha più volte chiarito che il potere di revoca di un consigliere della Comunità Montana è strettamente connesso con il potere di nomina ed è, quindi, possibile solo in presenza di una sopravvenuta mancanza di effettiva corrispondenza tra l’orientamento politico e/o amministrativo del suddetto consigliere con quello del gruppo consigliare comunale, di maggioranza o di minoranza, che lo ha nominato.
Nel caso specifico, dall’esame della deliberazione n. 21/2005 del Consiglio comunale di Vicoli nulla risulta in merito ad un dissenso o ad un contrasto politico-amministrativo tra il consigliere revocato ed attuale ricorrente, Riccitelli Antonio, con il gruppo di minoranza che lo aveva a suo tempo eletto, né ciò può di per sé ravvisarsi nell’ampliamento del suddetto gruppo consigliare con tre consiglieri di maggioranza, in quanto ciò neppure determina necessariamente un siffatto dissenso, né risulta dagli atti di causa che il gruppo di minoranza così ampliato, prima della disposta revoca, abbia preventivamente formulato nuovi indirizzi politici e/o amministrativi ufficialmente non condivisi o non attuati dal ricorrente.
A sopperire a questa carenza di motivazione, neppure è idoneo, come ulteriormente dedotto nel secondo motivo di gravame, la considerazione espressa dal capogruppo di minoranza (cioè il consigliere —–, poi eletto in sostituzione) nel corso della seduta consiliare, allorché ha chiesto di sottoporre a votazione la revoca “in quanto è venuta meno la rappresentatività del gruppo di minoranza in seno al consiglio della Comunità Montana Vestina di Penne”, trattandosi di affermazione del tutto generica e, anche in questo caso, senza alcuna indicazione concreta su eventuali comportamenti contrari agli indirizzi politici e/o amministrativi del gruppo di iniziale e di attuale appartenenza eventualmente assunti dal ricorrente in seno alla Comunità Montana.
Ugualmente generico è il ritenuto il dissenso eccepito dalla difesa del controinteressato a conclusione della memoria di costituzione in giudizio, allorché ciò ravvisa nella dichiarazione, effettuata nel corso della seduta consigliare dal ricorrente, sulla sua adesione all’alternativa e, quindi, contrapposta, scelta politica “De Vico”.
Dal testo della deliberazione n. 21/2005 questa dichiarazione risulta così verbalizzata: “abbiamo fatto varie riunioni di gruppo ed abbiamo valutato tutte le ipotesi e le opportunità insieme. Il giorno 2.11.2005 il consigliere —– ha organizzato l’ultima riunione a casa mia e a mia insaputa. Siccome il Cons. Camillo non arrivava ci siamo spostati da Valerio e siamo stati fino alle ore due a discutere del fatto e poi abbiamo deciso che io, il Cons. D’Angelo Valerio e il cons. Camillo Di Federico avevamo scelto la via di De Vico e solo il consigliere —— si è dissociato dalla decisione, pur rimando nella minoranza”.
Da questa dichiarazione nulla si evince in che cosa consista questa scelta politica denominata “De Vico” e se sia anche, in concreto, diversa da quella eventualmente nuova ed ufficialmente perseguita dall’ampliato gruppo consigliare di minoranza, anzi da essa si desume solo un contrasto interno tra alcuni consiglieri ed il dissenso non del ricorrente, ma proprio del consigliere —–, cioè del consigliere poi nominato in sostituzione.
Il dedotto eccesso di potere per difetto di motivazione risulta quindi fondato ed il ricorso va accolto, restando assorbito l’esame del primo motivo di gravame.
III- Tenuto conto della particolarità della controversia, sussistono motivi per compensare integralmente tra le parti le spese di giudizio.
Si omette la preventiva pubblicazione del dispositivo della presente decisione, provvedendosi direttamente alla sua pubblicazione completa di motivazione.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo, sezione staccata di Pescara, accoglie il ricorso in epigrafe indicato e, per l’effetto, annulla la deliberazione 24 novembre 2005 n. 21 del Consiglio comunale di Vicoli.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Così deciso in Pescara, nella camera di consiglio del 7 maggio 2009, con l’intervento di:

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