TAR Molise Campobasso, 21 febbraio 2007, n. 169

792
0.00 / 5 - 0 voti

(omissis)

Ritenuto in fatto e diritto quanto segue:

FATTO

Con ricorso notificato il 13.12.1999, tempestivamente depositato, la sig.ra Renata Mazzuto ha impugnato l’ordinanza 22/11/1999, n. 22, con cui il Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Roccamandolfi ha ingiunto alla deducente la demolizione del manufatto realizzato, in allegata assenza di concessione edilizia, in località C/da “Chiusa” (part. n. 62 del foglio catastale n. 21), denunciandone l’illegittimità: 1) per violazione degli artt. 3, 7, 8 e 10 della L. 7.8.1990, n. 241 e per eccesso di potere per errore nei presupposti di fatto e di diritto, illogicità, difetto d’istruttoria e di motivazione; 2) per violazione dell’art. 3 della citata L. 241/90 e dei principi generali in materia di motivazione delle ordinanze di demolizione; eccesso di potere nei presupposti di fatto e di diritto, illogicità, difetto d’istruttoria.

Il Comune di Roccamandolfi non si è costituito in giudizio.

In occasione della camera di consiglio del 19.1.2000 la Sezione accoglieva la proposta domanda incidentale.

Successivamente, all’udienza del 21.2.2007, la causa è stata trattenuta a sentenza.

DIRITTO

La presente vicenda concerne l’asserita illegittimità dell’ordinanza di demolizione del manufatto allegatamente abusivo consistente nella realizzazione – in area ricadente in zona “E” del vigente P.R.G. – di un manufatto parte in calcestruzzo e parte a portico, con copertura in legno.

La ricorrente denuncia l’illegittimità dell’impugnato provvedimento demolitorio rilevando, in primo luogo, l’omessa comunicazione dell’avvio del procedimento da parte dell’ente comunale resistente.

Aggiunge la deducente che in conseguenza di tale omissione le sarebbe stata preclusa la possibilità di presentare domanda di concessione in sanatoria ai sensi e per gli effetti dell’art. 13 della L. 28.2.1985, n. 47.

Detto ordine di idee non può essere condiviso.

Osserva, al riguardo, il Collegio che alla luce del costante orientamento del Giudice amministrativo:…“l’avvenuta contestazione dell’abuso edilizio, contenuta nell’ordine di demolizione notificato alla ricorrente, mettendo quest’ultima nella condizione di partecipare al procedimento sanzionatorio, è equipollente alla comunicazione dell’ avvio del procedimento, per raggiungimento dello stesso scopo” (TAR Valle d’Aosta 18.7.2002, n. 83).

La stessa giurisprudenza appare, al riguardo, concordemente orientata affermando che: …non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento di repressione di un abuso edilizio qualora l’amministrazione, nel precedente provvedimento di diniego di condono, si sia espressamente riservata di adottare i provvedimenti di cui al capo I l. 28 febbraio 1985 n. 47; in tal caso, infatti, il soggetto destinatario del provvedimento è stato comunque posto a conoscenza del procedere dell’azione amministrativa nei suoi confronti e, dunque, nelle condizioni di rappresentare utilmente e tempestivamente all’amministrazione quei fatti e circostanze idonee ad influire sul contenuto dell’adottando provvedimento (TAR. Toscana, sez. I, 29 ottobre 1992 , n. 535)

La documentazione prodotta in giudizio dalla stessa deducente attesta, del resto, emblematicamente la natura delle opera realizzata, che ragionevolmente non può essere ricondotta alla vista destinazione urbanistica.

In conclusione il ricorso deve essere respinto.

La mancata costituzione in giudizio dell’Amministrazione comunale intimata esonera il Collegio dalla pronuncia delle spese di lite

P.Q.M.

il Tribunale Amministrativo Regionale per il Molise, definitivamente pronunciando, respinge il ricorso in epigrafe

Nulla per le spese.

Così deciso, in Campobasso, nella camera di consiglio del 21.2.2007.

Articoli correlati