TAR Toscana, 2 luglio 2007, n. 1005

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Con ricorso ritualmente notificato, la ricorrente ha chiesto l’annullamento, previa sospensione, del provvedimento in epigrafe che non l’ha ammessa a sostenere la prova orale degli esami per l’esercizio della professione di Avvocato della sessione 2005.
Con il primo e principale motivo la ricorrente deduce il difetto di motivazione ex art. 3 L. 241/90 in quanto il giudizio espresso è meramente numerico.
La giurisprudenza del Consiglio di Stato in materia di sufficienza dei giudizi con voto numerico si è evoluta relativamente ai pubblici concorsi, ritenendo ormai necessario che il voto sia accompagnato da una sommaria motivazione verbale o da segni sugli elaborati scritti indicativi del giudizio, ovvero sia preceduto dalla predisposizione di criteri di giudizio che disaggreghino il voto complessivo in punteggi relativi a diversi elementi di valutazione.
In materia di prove di abilitazione – delle quali in concreto si controverte – ove non occorre svolgere alcuna attività comparativa, invece, l’orientamento giurisprudenziale risalente del C.d.S. secondo il quale il giudizio non abbisogna di una motivazione ulteriore rispetto al voto numerico, non occorrendo valutazioni in ordine ad un’istruttoria come avviene per i provvedimenti – è consolidato (cfr. C.d.S., IV, n. 727/93) ed il T.A.R. non ritiene di doversene discostare, conformemente al suo prevalente orientamento (cfr. T.A.R. Toscana n. 5187/03).
In definitiva il primo motivo è infondato.
Parimenti è infondato anche il secondo ed ultimo motivo, secondo il quale i tempi per l’esame degli elaborati sarebbero stati illegittimamente brevi.
Invero, la durata media di ciascun giudizio non è rilevante, a differenza della durata del singolo particolare esame di un elaborato. Questa, tuttavia, non può risultare – per insuperabili ragioni organizzative – dai verbali delle commissioni giudicatrici (T.A.R. Lazio, I, 2.3.02 n. 1627).
Il ricorso, in conclusione, deve essere respinto.
Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate come da dispositivo.

P. Q. M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana, Sezione III^, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge.
Condanna la ricorrente al pagamento delle spese del giudizio, complessivamente liquidate, a favore dell’Amministrazione resistente, in euro 1.500,00 (millecinquecento/00), oltre accessori.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.

Così deciso in Firenze, il 12 aprile 2007, dal Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, in Camera di Consiglio, con l’intervento dei signori:
(omissis)

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