Tabella tassi soglia usura

4.53 - 554 voti

tabella tassi soglia usura Tabella dei tassi globali medi e dei tassi soglia degli interessi usurari, ai sensi dell’art. 2 legge 108/96. Tassi per il periodo 30  settembre 2018 – 31 dicembre 2018

Tassi di interesse effettivi globali medi e dei tassi soglia degli interessi usurari

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con Decreto Ministeriale 27 settembre 2018 (in Gazz. Uff. n. 227 del 29 settembre 2018) ha reso noti i tassi di interesse effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura n. 108 del 1996 in vigore per il periodo 30  settembre 2018  – 31 dicembre 2018 – sulla base delle rilevazioni effettuate nel periodo dal 1° aprile – 30 giugno 2018.
I tassi soglia sono stati calcolati secondo il meccanismo introdotto dal decreto legge del 13 maggio 2011, n. 70 in vigore dal 14 maggio 2011. Ai sensi dell’art. 2 della legge 108 del 1996, non è stata applicata alcuna correzione ai tassi data la stabilità dei tassi sulle operazioni di rifinanziamento principale della BCE.

Ai fini della determinazione degli interessi usurari ai sensi dell’art. 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108 (come modificato dal decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 2011, n. 106) i tassi riportati nella tabella sottostante, allegata al decreto ministeriale, devono essere aumentati di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali.
L’ultima colonna, evidenziata in grassetto, indica la soglia oltre la quale per ciascuna categoria di operazioni, il tasso di interesse applicato è da ritenersi usurario.

Con riferimento ai compensi complessivamente pagati ai mediatori, comprensivi degli oneri direttamente a carico dei clienti (già inclusi nel calcolo del TEG) e di quelli sostenuti dagli intermediari, si riportano i dati medi di sistema per il primo trimestre 2016, aggregati in tre categorie di operazioni.
In proposito, si rammenta che la legge 108 del 1996 prevede il reato di mediazione usuraria nel caso in cui gli oneri sostenuti “avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto […] all’opera di mediazione”

Compenso di mediazione percepito dai soggetti iscritti nell’elenco dei Mediatori Creditizi ex art. 128-sexies del TUB (percentuale sul capitale finanziato – dato medio ponderato per il numero di operazioni concluse tramite mediatori nel periodo 1° luglio – 30 settembre 2018)

  • Finanziamenti alle imprese (Include aperture di credito, anticipi e sconti, factoring, leasing; sono esclusi i mutui ipotecari) 1,54 %
  • Finanziamenti alle famiglie (Include crediti personali, finalizzati, revolving e cessioni del quinto dello stipendio e della pensione; sono esclusi i mutui ipotecari) 4,35 %
  • Mutui ipotecari 1,78 %

Tabella tassi globali medi e soglia tassi di usura

Appicazione dal 30  settembre 2018  – 31 dicembre 2018

Categorie di operazioni classi di importo tassi medi (base annua) tassi soglia (base annua)
Aperture di credito in conto corrente fino a € 5.000 10,84 17,5500
Aperture di credito in conto corrente oltre € 5.000 8,54 14,6750
Scoperti senza affidamento fino a € 1.500 15,73 23,6625
Scoperti senza affidamento oltre € 1.500 14,57 22,2125
Anticipi e sconti commerciali fino a € 50.000 7,22 13,0250
Anticipi e sconti commerciali da € 50.000 a € 200.000 5,11 10,3875
Anticipi e sconti commerciali oltre € 200.000
3,16
7,9500
Credito personale 9,92 16,4000
Credito finalizzato 9,26 15,5750
Factoring fino a € 50.000 5,10 10,3750
Factoring oltre € 50.000 2,58 7,2250
Leasing immobiliare a tasso fisso 3,68 8,6000
Leasing immobiliare a tasso variabile 3,11 7,8875
Leasing autoveicoli e aeronavali fino a € 25.000 6,97 12,7175
Leasing autoveicoli e aeronavali oltre € 25.000 6,32 11,9000
Leasing strumentale fino a € 25.000 8,12 14,1500
Leasing strumentale oltre € 25.000 4,61 9,7625
Mutui con garanzia ipotecaria a tasso fisso 2,55 7,1875
Mutui con garanzia ipotecaria a tasso variabile 2,28 6,8500
Cessione quinto stipendio fino a € 15.000 11,60 18,5000
Cessione quinto stipendio oltre € 15.000 8,59 14,7375
Credito revolving 16,10 24,1000
Finanziamenti rateali con carte di credito 12,45 19,5625
Altri finanziamenti 10,06 16,750

Estratto della nota metodologica.

La legge 7 marzo 1996, n. 108, volta a contrastare il fenomeno dell’usura, prevede che siano resi noti con cadenza trimestrale i tassi effettivi globali medi, comprensivi di commissioni, spese e remunerazioni a qualsiasi titolo connesse col finanziamento, praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari.
Il decreto annuale di classificazione delle operazioni emanato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ripartisce le operazioni in categorie omogenee e attribuisce alla Banca d’Italia il compito di rilevare i tassi.
La rilevazione dei dati per ciascuna categoria riguarda le medie aritmetiche dei tassi praticati sulle operazioni censite nel trimestre di riferimento. Essa è condotta per classi di importo; non sono incluse nella rilevazione alcune fattispecie di operazioni condotte a tassi che non riflettono le condizioni del mercato (ad es. operazioni a tassi agevolati in virtù di provvedimenti legislativi).
Per le seguenti operazioni: “credito personale”, “credito finalizzato”, “leasing: immobiliare a tasso fisso e a tasso variabile, aeronavale e su autoveicoli, strumentale”, “mutui: a tasso fisso e a tasso variabile”, “altri finanziamenti”, “prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione” e “finanziamenti con utilizzo di carte di credito” i tassi rilevati si riferiscono ai rapporti di finanziamento accesi nel trimestre; per esse è adottato un indicatore del costo del credito analogo al TAEG definito dalla normativa comunitaria sul credito al consumo. Per le seguenti operazioni: “aperture di credito in conto corrente”, “scoperti senza affidamento”, “credito revolving”, “anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale, finanziamenti all’importazione e anticipo fornitori” e “factoring” – i cui tassi sono continuamente sottoposti a revisione – vengono rilevati i tassi praticati per tutte le operazioni in essere nel trimestre, computati sulla base dell’effettivo utilizzo.
La rilevazione interessa l’intero sistema bancario e il complesso degli intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del Testo unico bancario. Nel novero dei soggetti segnalanti sono stati compresi, inoltre, gli operatori di microcredito ossia i soggetti iscritti nell’elenco previsto dall’articolo 111 del Testo unico bancario.
La Banca d’Italia procede ad aggregazioni tra dati omogenei al fine di agevolare la consultazione e l’utilizzo della rilevazione. Le categorie di finanziamento sono definite considerando l’omogeneità delle operazioni evidenziata dalle forme tecniche adottate e dal livello dei tassi di mercato rilevati.
La tabella – che è stata definita sentita la Banca d’Italia – è composta da 25 tassi che fanno riferimento alle predette categorie di operazioni.
Le classi di importo riportate nella tabella sono aggregate sulla base della distribuzione delle operazioni tra le diverse classi presenti nella rilevazione statistica; lo scostamento dei tassi aggregati rispetto al dato segnalato per ciascuna classe di importo è contenuto. A decorrere dal decreto trimestrale del marzo 2017, la metodologia di calcolo del TEG applica le modifiche introdotte con le nuove “Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia nel luglio 2016 (‘).Le nuove Istruzioni hanno comportato l’introduzione di alcune modifiche nella griglia dei tassi: all’interno della categoria “finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale” viene introdotta una nuova sottocategoria denominata “finanziamenti all’importazione e anticipo fornitori”. Alle due sottocategorie viene data unica evidenza e viene cambiata la denominazione in “anticipi, sconti commerciali e finanziamenti all’importazione” e i relativi TEGM sono raggruppati in tre classi di importo (fino a 50.000 €; da 50.000 € a 200.000 €; sopra 200.000 €).
La categoria “credito finalizzato” viene individuata con un’unica distribuzione.
Sono state cambiate le classi di importo relative alla categoria “prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione”: fino a 15.000 €; oltre 15.000 €.
La categoria “credito revolving, finanziamenti con utilizzo di carte di credito” viene suddivisa in due distinte sottocategorie di cui viene data separata evidenza: “credito revolving” e “finanziamenti a valere sull’utilizzo di carte di credito con durata predeterminata e piano di ammortamento predefinito” . Della sottocategoria “credito revolving” viene cambiata la classe di importo (fino a 10.000 €; oltre 10.000 €). La sottocategoria “finanziamenti a valere sull’utilizzo di carte di credito con durata predeterminata e piano di ammortamento predefinito” viene rappresentata con un’unica distribuzione e ne viene cambiata la denominazione in “finanziamenti rateali con carte di credito”.
Con riferimento ai prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione di cui al D.P.R. 180/50, le modalità di assolvimento dell’obbligo della garanzia assicurativa di cui all’art. 54 del medesimo decreto, secondo quanto previsto dal Regolamento ISVAP n. 29 del 16 marzo 2009, non modificano la classificazione di tali operazioni stabilita dal D.M. emanato ai sensi dell’art. 2 comma 2 della L. 108/96. La disposizione del citato art. 54 del DPR 180/50, nello stabilire che gli istituti autorizzati a concedere prestiti contro cessione del quinto “non possono assumere in proprio i rischi di morte o di impiego dei cedenti” è unicamente volta ad escludere che i soggetti finanziatori possano rilasciare garanzie assicurative, attività riservata alle imprese assicurative autorizzate.
Sono state modificate le modalità con cui vengono computati nel TEG gli oneri, inclusa la Commissione di istruttoria veloce, per i quali le nuove Istruzioni hanno reso obbligatorio il calcolo su base annua (moltiplicando per 4 l’onere trimestrale).
Data la metodologia della segnalazione, i tassi d’interesse bancari riportati nella tabella differiscono da quelli rilevati dalla Banca d’Italia nell’ambito delle statistiche dei tassi armonizzati e di quelle della Centrale dei rischi, orientate ai fini dell’analisi economica e dell’esame della congiuntura. Queste rilevazioni si riferiscono a campioni, tra loro diversi, di banche; i tassi armonizzati non sono comprensivi degli oneri accessori e sono ponderati con l’importo delle operazioni; i tassi della Centrale dei rischi si riferiscono alle operazioni di finanziamento di importo pari o superiore a 30 mila euro.
Secondo quanto previsto dalla legge, i tassi medi rilevati vengono corretti in relazione alla variazione del valore medio del tasso ufficiale di sconto nel periodo successivo al trimestre di riferimento. A decorrere dal 1 gennaio 2004, si fa riferimento alle variazioni del tasso applicato alle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema determinato dal Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, la cui misura sostituisce quella della cessata ragione normale dello sconto.
Come prescrive la legge, il limite oltre il quale gli interessi sono da considerarsi usurari si ottiene aumentando i tassi medi di un quarto e aggiungendo un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali.