Tabella tassi soglia usura secondo trimestre 2020

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tabella tassi soglia usuraTabella dei tassi globali medi e dei tassi soglia degli interessi usurari, ai sensi dell’art. 2 legge 108/96.
Tassi soglia per il periodo 1° aprile 2020 – 30 giugno 2020

Tassi di interesse effettivi globali medi e tassi soglia usura

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con Decreto del 26 marzo 2020 (G.U. n.85 del 30 marzo 2020) ha reso noti i tassi di interesse effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura n. 108 del 1996 in vigore per il periodo 1° aprile 2020 – 30 giugno 2020 – sulla base delle rilevazioni effettuate relativamente al trimestre 1° ottobre 2019 – 31 dicembre 2019.
I tassi soglia degli interessi usurari sono stati calcolati secondo il meccanismo introdotto dal decreto legge del 13 maggio 2011, n. 70 in vigore dal 14 maggio 2011. Ai sensi dell’art. 2 della legge 108 del 1996, non è stata applicata alcuna correzione ai tassi data la stabilità dei tassi sulle operazioni di rifinanziamento principale della BCE.


Tassi dal 1° aprile 2020 – 30 giugno 2020
Categorie di operazioniclassi di importotassi medi (base annua)tassi soglia (base annua)
Aperture di credito in conto correntefino a € 5.00010,6217,2750
Aperture di credito in conto correnteoltre € 5.0008,31 14,3875
Scoperti senza affidamentofino a € 1.50015,1422,9250
Scoperti senza affidamentooltre € 1.50015,2223,0250
Anticipi e sconti commercialifino a € 50.0006,8712,5875
Anticipi e sconti commercialida € 50.000 a € 200.0005,0010,2500
Anticipi e sconti commercialioltre € 200.000
2,96
7,7000
Credito personale9,8416,3000
Credito finalizzato9,0715,3375
Factoringfino a € 50.0004,429,5250
Factoringoltre € 50.0002,587,2250
Leasing immobiliarea tasso fisso3,498,3625
Leasing immobiliarea tasso variabile3,007,7500
Leasing autoveicoli e aeronavalifino a € 25.0007,2813,1000
Leasing autoveicoli e aeronavalioltre € 25.0006,2011,7500
Leasing strumentalefino a € 25.0008,0414,0500
Leasing strumentaleoltre € 25.0004,689,8500
Mutui con garanzia ipotecariaa tasso fisso1,976,4625
Mutui con garanzia ipotecariaa tasso variabile2,266,8250
Cessione quinto stipendiofino a € 15.00011,4218,2750
Cessione quinto stipendiooltre € 15.0007,9013,8750
Credito revolving16,0024,0000
Finanziamenti rateali con carte di credito10,8217,5250
Altri finanziamenti9,2815,6000



Ai fini della determinazione degli interessi usurari ai sensi dell’art. 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108
(come modificato dal decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 2011, n. 106) i tassi riportati nella tabella sovrastante, allegata al decreto ministeriale, devono essere aumentati di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali.
L’ultima colonna, evidenziata in grassetto, indica la soglia oltre la quale per ciascuna categoria di operazioni, il tasso di interesse applicato è da ritenersi usurario.

Compenso Mediatori Creditizi

Con riferimento ai compensi complessivamente pagati ai mediatori, comprensivi degli oneri direttamente a carico dei clienti (già inclusi nel calcolo del TEG) e di quelli sostenuti dagli intermediari, si riportano i dati medi di sistema per il primo trimestre 2016, aggregati in tre categorie di operazioni.
In proposito, si rammenta che la legge 108 del 1996 prevede il reato di mediazione usuraria nel caso in cui gli oneri sostenuti “avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto […] all’opera di mediazione”

Compenso di mediazione percepito dai soggetti iscritti nell’elenco dei Mediatori Creditizi ex art. 128-sexies del TUB (percentuale sul capitale finanziato – dato medio ponderato per il numero di operazioni concluse tramite mediatori nel periodo 1° luglio – 30 settembre 2019)

  • Finanziamenti alle imprese (Include aperture di credito, anticipi e sconti, factoring, leasing; sono esclusi i mutui ipotecari) 1,57 %
  • Finanziamenti alle famiglie (Include crediti personali, finalizzati, revolving e cessioni del quinto dello stipendio e della pensione; sono esclusi i mutui ipotecari) 5,18 %
  • Mutui ipotecari 1,66 %

Rilevazione dei tassi di interesse effettivi globali medi ai fini della legge sull’usura

Nota metodologica

La legge 7 marzo 1996, n. 108, volta a contrastare il fenomeno dell’usura, prevede che siano resi noti con cadenza trimestrale i tassi effettivi globali medi, comprensivi di commissioni, spese e remunerazioni a qualsiasi titolo  connesse  col  finanziamento, praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari.
Il decreto annuale di classificazione delle operazioni emanato dal Ministero dell’economia e delle finanze ripartisce le operazioni in categorie omogenee e attribuisce alla Banca d’Italia il compito di rilevare i tassi.
La rilevazione dei dati per ciascuna categoria riguarda le medie aritmetiche dei tassi praticati sulle operazioni  censite nel trimestre di riferimento. Essa è condotta per classi di importo; non sono incluse nella rilevazione alcune fattispecie di operazioni condotte a tassi che non riflettono le condizioni del mercato (ad es. operazioni a tassi agevolati in virtù di provvedimenti legislativi).
Per le seguenti operazioni: «credito  personale»,  «credito finalizzato», «leasing: immobiliare a tasso fisso e  a  tasso variabile, aeronavale e su autoveicoli, strumentale», «mutui con garanzia ipotecaria: a tasso fisso e a tasso variabile», «altri finanziamenti», «prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione» e «finanziamenti con utilizzo di carte di credito» i tassi rilevati si riferiscono ai rapporti di finanziamento accesi nel trimestre; per esse è adottato un indicatore del costo del credito analogo al TAEG definito dalla normativa comunitaria sul credito al consumo. Per le seguenti operazioni: «aperture di credito in conto corrente»,  «scoperti  senza  affidamento»,  «credito revolving», «finanziamenti per anticipi su crediti e documenti e sconto di portafoglio commerciale, finanziamenti all’importazione e anticipo fornitori» e «factoring» – i cui tassi sono continuamente sottoposti a revisione – vengono rilevati i tassi praticati per tutte le operazioni in essere nel trimestre, computati  sulla  base dell’effettivo utilizzo.
La rilevazione interessa l’intero sistema bancario e il complesso degli intermediari finanziari di cui all’art. 106 del testo unico bancario. Nel novero dei soggetti segnalanti sono stati compresi, inoltre, gli operatori di microcredito ossia i soggetti iscritti nell’elenco previsto dall’art. 111 del testo unico bancario.
La Banca d’Italia procede ad aggregazioni tra dati omogenei al fine di agevolare la consultazione e l’utilizzo della rilevazione. Le categorie di finanziamento sono definite considerando l’omogeneità delle operazioni evidenziata dalle forme tecniche adottate e dal livello dei tassi di mercato rilevati.
La tabella – che è stata definita sentita la Banca d’Italia – è composta da 24 tassi che fanno riferimento alle predette categorie di operazioni.
Le classi di importo riportate nella tabella sono aggregate sulla base della distribuzione delle operazioni tra le diverse classi presenti nella rilevazione statistica; lo scostamento dei tassi aggregati rispetto al dato segnalato per ciascuna classe di importo è contenuto. A decorrere dal decreto trimestrale del marzo 2017, la metodologia di calcolo del TEG applica le modifiche introdotte con le nuove «Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura» emanate dalla Banca d’Italia nel luglio 2016.
Il mancato rientro delle aperture di credito scadute o revocate ricade nella categoria «scoperti senza affidamento».
A partire dal decreto trimestrale del settembre 2017, viene unificata la classe di importo della sottocategoria del «credito revolving».
Con riferimento ai prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e della pensione di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 180/50, le modalità di assolvimento dell’obbligo della garanzia assicurativa di cui all’art. 54 del medesimo decreto, secondo quanto previsto dal regolamento ISVAP n. 29 del 16 marzo 2009, non modificano la classificazione di tali operazioni stabilita dal decreto ministeriale emanato ai sensi dell’art. 2, comma 2 della legge n. 108/96. La disposizione del citato art. 54 del decreto del Presidente della Repubblica n. 180/50, nello stabilire che gli istituti autorizzati a concedere prestiti contro cessione del quinto «non possono assumere in proprio i rischi di morte o di impiego dei cedenti» è unicamente volta ad escludere che i soggetti finanziatori possano rilasciare garanzie assicurative, attività riservata alle imprese assicurative autorizzate.
Sono state modificate le modalità con cui vengono computati nel TEG gli oneri, inclusa la Commissione di istruttoria veloce, per i quali le nuove istruzioni hanno reso obbligatorio il calcolo su base annua (moltiplicando per 4 l’onere trimestrale).
Data la metodologia della segnalazione, i tassi d’interesse bancari riportati nella tabella differiscono da quelli rilevati dalla Banca d’Italia nell’ambito delle statistiche dei tassi armonizzati e di quelle della Centrale dei rischi, orientate ai fini dell’analisi economica e dell’esame della congiuntura. Queste rilevazioni si riferiscono a campioni, tra loro diversi, di banche; i tassi armonizzati non sono comprensivi degli oneri accessori e sono ponderati con l’importo delle operazioni; i tassi della Centrale dei rischi si riferiscono alle operazioni di finanziamento di importo pari o superiore a 30 mila euro.
Secondo quanto previsto dalla legge, i tassi medi rilevati vengono corretti in relazione alla variazione del valore medio del tasso ufficiale di sconto nel periodo successivo al trimestre di riferimento. A decorrere dal 1° gennaio 2004, si fa riferimento alle variazioni del tasso applicato alle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema determinato dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea, la cui misura sostituisce quella della cessata ragione normale dello sconto.
Come prescrive la legge, il limite oltre il quale gli interessi sono da considerarsi usurari si ottiene aumentando i tassi medi di un quarto e aggiungendo un margine di  ulteriori  quattro  punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali.

Rilevazione sugli interessi di mora
I tassi effettivi globali medi di cui all’art. 1, comma 1, del presente decreto non sono comprensivi degli interessi di mora contrattualmente previsti per i casi di ritardato pagamento.
I dati di cui al comma 5, dell’art. 3 – forniti a fini conoscitivi – si basano sulle risposte fornite dai partecipanti all’ultima rilevazione statistica condotta dalla Banca d’Italia, d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze, la cui elaborazione è stata ultimata nel corso del 2017.
La rilevazione, di natura campionaria, ha interessato le primarie banche e i principali intermediari finanziari operativi sul mercato, selezionati tra quelli soggetti alla segnalazione trimestrale dei TEGM, in base a un criterio di rappresentatività riferito al numero dei contratti segnalati per categoria di operazioni. I valori riportati nel presente decreto si riferiscono a circa due milioni di rapporti. Presso il campione sono state rilevate, in relazione ai contratti accesi nel secondo trimestre 2015, le condizioni pattuite per l’eventuale ritardo nel pagamento, espresse come differenza media in punti percentuali tra il tasso di mora su base annua e il tasso di interesse annuo corrispettivo.