Divieto di fumo: in quali locali è vietato fumare?

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 Divieto di fumo: in quali locali è vietato fumare?

Il tabagismo rappresenta una delle principali cause di dipendenza a livello mondiale, fenomeno questo in notevole aumento negli ultimi decenni, soprattutto tra i più giovani, con ripercussioni spesso gravi sulla salute a causa dell’insorgenza di patologie respiratorie, cardiache e neoplastiche.
La problematica interessa non solo i consumatori “attivi”, bensì anche coloro che involontariamente respirano il fumo “passivo” in ambienti comuni, siano essi privati che pubblici.
L’escalation nell’utilizzo del tabacco in tutte le sue forme (sigaretta, sigaro, pipa…), ha reso dunque necessari interventi legislativi, con particolare attenzione alla tutela dei non fumatori.

Divieto di fumo nella Legge 584/1975

Già con la Legge n. 584 dell’11 novembre 1975, è stato sancito il divieto di fumare nelle aule scolastiche, nelle corsie degli ospedali, nelle sale d’attesa, nei cinema ed in tutti quei luoghi chiusi adibiti a pubblica riunione.
Progressivamente il divieto è stato esteso anche a determinati locali aperti al pubblico utilizzati dalla pubblica amministrazione, dalle aziende pubbliche per l’esercizio di funzioni proprie istituzionali, nonché dai privati esercenti servizi pubblici.

Divieto di fumo nella Legge 3/2006

La svolta innovativa si è avuta con la Legge n. 3 del 16 gennaio 2003, che all’art. 51 rubricato “Tutela della salute dei non fumatori”, ha esteso il divieto di fumo a tutti i locali chiusi (ad eccezione di quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico, come le abitazioni ad uso civile), agli esercizi commerciali e di ristorazione, ai luoghi di svago, palestre e centri sportivi, con la facoltà per i singoli gestori, di riservare ai fumatori spazi riservati, previa adozione di apparecchiature di ventilazione e di ricambio dell’aria regolarmente funzionanti.
Il divieto è stato esteso altresì ai conducenti di autoveicoli, in sosta o in movimento, ed ai passeggeri a bordo, in presenza di minori e di donne incinte.
La legge ha poi previsto anche l’adozione di misure di vigilanza ed un sistema sanzionatorio in caso di infrazione.
Ulteriori novità sul punto sono state recentemente introdotte con il D.Lgs. n. 6 del 12 gennaio 2016, in attuazione della Direttiva 2014/40/UE e delle nuove disposizioni del Ministero della Salute.

Locali in cui è vietato fumare

In buona sostanza, dunque, ferma la possibilità di realizzare aree ad hoc per fumatori, ad oggi, il divieto di fumo si applica a tutti i locali chiusi, pubblici e privati aperti ad utenti o al pubblico, nei quali rientrano:

  • bar, ristoranti, circoli privati, discoteche, palestre, sale gioco, cinema e teatri ecc.
  • studi professionali (come ad esempio gli studi legali e medici) ed uffici interni di banche ed aziende, in quanto luoghi frequentati da clientela ovvero utenza interna, la cui salute va sempre tutelata contro il fumo passivo;
  • spazi comuni di alberghi, condomini e di centri commerciali, eccezion fatta per le aree riservate ai fumatori.

Restano ferme la restrizioni già previste dalla normativa precedente in merito al divieto assoluto di fumo nelle scuole, negli ospedali, negli uffici della pubblica amministrazione, nei locali di enti pubblici e privati riservati al trasporto collettivo di persone, nelle biblioteche e nei musei.

Divieto di fumo sigaretta elettronica

La Legge n. 128/2013, ha eliminato il divieto di utilizzo delle c.d. “e-cig” nei luoghi pubblici, introdotta con la precedente normativa che equiparava le sigarette elettroniche a quelle tradizionali.
A meno che non ci siano espliciti divieti infatti, è consentito l’utilizzo delle sigarette elettroniche nei luoghi pubblici, con espressa esclusione di scuole (anche nelle aree all’aperto), di locali per l’insegnamento presso le comunità di recupero ed istituti penali per i minorenni, nonché di centri per l’impiego e di formazione professionale.
Per quanto riguarda l’utilizzo in ufficio ed in altri luoghi di lavoro, l’eventuale divieto è rimesso alla discrezionalità del datore di lavoro stesso; analogo discorso per l’utilizzo delle “e-cig” sui mezzi pubblici, ove la scelta è rimessa al gestore del trasporto.
Ad ogni buon conto, per quanto non previsto e sanzionato dalla normativa vigente in materia, si rimanda in ogni caso alla libera valutazione ed al buon senso del fumatore.

Legge n. 3/2003 – Articolo 51
Tutela della salute dei non fumatori

1. È vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di:
a) quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico;
b) quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati.
1-bis. Il divieto di cui al comma 1 è esteso anche alle aree all’aperto di pertinenza delle istituzioni del sistema educativo di istruzione e di formazione, nonché alle pertinenze esterne delle strutture universitarie ospedaliere, presidi ospedalieri e IRCCS pediatrici e alle pertinenze esterne dei reparti di ginecologia e ostetricia, neonatologia e pediatria delle strutture universitarie ospedaliere e dei presidi ospedalieri e degli IRCCS.
1-ter Il divieto di cui al comma 1 è esteso al conducente di autoveicoli, in sosta o in movimento, e ai passeggeri a bordo degli stessi in presenza di minori di anni diciotto e di donne in stato di gravidanza.
2. Gli esercizi e i luoghi di lavoro di cui al comma 1, lettera b), devono essere dotati di impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria regolarmente funzionanti. Al fine di garantire i livelli essenziali del diritto alla salute, le caratteristiche tecniche degli impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria sono definite, entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di recepimento di un accordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome su proposta del Ministro della salute. Con lo stesso provvedimento sono definiti i locali riservati ai fumatori nonché i modelli dei cartelli connessi all’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo.
3. Negli esercizi di ristorazione, ai sensi del comma 1, lettera b), devono essere adibiti ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente rispetto alla superficie complessiva di somministrazione dell’esercizio.
4. Con regolamento da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro della salute, possono essere individuati eventuali ulteriori luoghi chiusi nei quali sia consentito fumare, nel rispetto delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3. Tale regolamento deve prevedere che in tutte le strutture in cui le persone sono costrette a soggiornare non volontariamente devono essere previsti locali adibiti ai fumatori.
5. Alle infrazioni al divieto previsto dal presente articolo si applicano le sanzioni di cui all’articolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, come sostituito dall’articolo 52, comma 20, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
6. Al fine di consentire una adeguata attività di informazione, da attivare d’intesa con le organizzazioni di categoria più rappresentative, le disposizioni di cui ai commi 1, 2, primo periodo, 3 e 5 entrano in vigore decorso un anno dalla data di entrata in vigore del provvedimento di cui al comma 2.
7. Entro centoventi giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale, con accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministro della salute di concerto con i Ministri della giustizia e dell’interno, sono ridefinite le procedure per l’accertamento delle infrazioni, la relativa modulistica per il rilievo delle sanzioni nonché l’individuazione dei soggetti legittimati ad elevare i relativi processi verbali, di quelli competenti a ricevere il rapporto sulle infrazioni accertate ai sensi dell’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e di quelli deputati a irrogare le relative sanzioni.
8. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
9. Rimangono in vigore, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 3, 5, 6, 8, 9, 10 e 11 della legge 11 novembre 1975, n. 584.
10. Restano ferme le disposizioni che disciplinano il divieto di fumo nei locali delle pubbliche amministrazioni.
10-bis. Il Ministero della salute esercita il monitoraggio, per i profili di competenza, sugli effetti dei prodotti succedanei dei prodotti da fumo, al fine di promuovere le necessarie iniziative anche normative a tutela della salute. [Ai prodotti di cui al presente comma si applicano le disposizioni vigenti per i tabacchi lavorati in materia di divieto pubblicitario e promozionale, nonché di tutela della salute dei non fumatori].
10-ter. La pubblicità di marchi di liquidi o ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina è consentita a condizione che riporti, in modo chiaramente visibile:
a) la dicitura: “presenza di nicotina”;
b) l’avvertimento sul rischio di dipendenza da nicotina.
10-quater. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, le emittenti radiotelevisive pubbliche e private e le agenzie pubblicitarie, unitamente ai rappresentanti della produzione, adottano un codice di autoregolamentazione sulle modalità e sui contenuti dei messaggi pubblicitari relativi alle ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina.
10-quinquies. È vietata la pubblicità di liquidi o ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina che:
a) sia trasmessa all’interno di programmi rivolti ai minori e nei quindici minuti precedenti e successivi alla trasmissione degli stessi;
b) attribuisca efficacia o indicazioni terapeutiche che non siano espressamente riconosciute dal Ministero della salute;
c) rappresenti minori di anni diciotto intenti all’utilizzo di sigarette elettroniche.
10-sexies. È vietata la pubblicità diretta o indiretta delle ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina nei luoghi frequentati prevalentemente dai minori.
10-septies. È vietata la pubblicità radiotelevisiva di liquidi o ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina nella fascia oraria dalle 16 alle 19.
10-octies. È vietata in qualsiasi forma la pubblicità di liquidi o ricariche per sigarette elettroniche contenenti nicotina:
a) sulla stampa quotidiana e periodica destinata ai minori;
b) nelle sale cinematografiche in occasione della proiezione di film destinati prevalentemente alla visione da parte dei minori.
10-novies. La violazione delle disposizioni di cui ai commi da 10-ter a 10-octies è punita con la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da euro 5.000 a euro 25.000. La sanzione è raddoppiata per ogni ulteriore trasgressione.
10-decies. La sanzione di cui al comma 10-novies si applica altresì alle industrie produttrici e ai responsabili delle emittenti radiotelevisive e degli organi di stampa nonché ai proprietari delle sale cinematografiche.